Escursione tra storia, natura e panorami mozzafiato nelle Dolomiti Bellunesi.

Il percorso escursionistico alla Cascata delle Barezze parte da Sappade, una piccola e suggestiva frazione di Falcade (BL), immersa nelle Dolomiti Bellunesi. L’itinerario, lungo circa 5 km tra andata e ritorno, si snoda tra boschi di abeti e scorci pittoreschi sulla Valle del Biois. La camminata, adatta a escursionisti mediamente allenati, presenta tratti scoscesi e un po’ sdrucciolevoli, ma ben segnalati. Dopo aver attraversato l’abitato di Sappade, dove si respira ancora l’atmosfera rurale di un tempo, il sentiero si inoltra nel bosco e costeggia vecchi tabià (fienili in legno), testimonianze della cultura montana ladina. Durante il cammino si incontrano alcune piccole cappelle votive, come quella dedicata a San Giovanni, simbolo della devozione locale. Il premio finale è la Cascata delle Barezze: uno spettacolo naturale in cui l’acqua si tuffa tra le rocce in un ambiente selvaggio e fresco, ideale per una pausa rigenerante. Dalla cascata, si gode anche di una splendida vista sulle cime dolomitiche circostanti, tra cui il Monte Mulaz e il Focobon. Un’escursione breve ma intensa, tra natura, cultura e panorami indimenticabili.
INFORMAZIONI UTILI
Lunghezza: 5Km | Altitudine: 1300m.s.l.m. | Dislivello: 250m
Partenza: Sappade – 46°22’13.2″N 11°52’46.2″E
Arrivo: Cascata delle Barezze – 46°22’32.4″N 11°51’57.6″E
Parcheggio: Frazione Fontanelle, 7, 32020 San Tomaso Agordino BL – 46°22’35.3″N 11°52’05.5″E
CONSIGLI
– Indossate calzature adeguate: utilizzate scarpe da trekking con suola antiscivolo, perché il sentiero presenta tratti ripidi e a volte scivolosi, soprattutto vicino alla cascata.
– Vestitevi a strati: in montagna il clima può cambiare rapidamente; portate con voi una giacca impermeabile leggera e vestiti a strati per adattarvi facilmente.
–Partite nelle ore fresche: iniziate la camminata nelle ore più fresche della giornata, evitando il pomeriggio in caso di caldo intenso o pioggia.
–Portate con voi una fotocamera o smartphone: per catturare le splendide viste sulle Dolomiti e la cascata.
- – Consultate le condizioni meteo: prima di partire, controllate le previsioni per evitare sorprese o pericoli legati al maltempo.
DIFFICOLTÀ
LIVELLO: INTERMEDIO
Cosa vedere

Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
Il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Patrimonio UNESCO e Carta Europea per il Turismo Sostenibile, è un gioiello ambientale nel cuore delle Alpi Sud-orientali. Con i suoi oltre 31.000 ettari, offre paesaggi incontaminati che spaziano dai fondovalle boscosi fino alle imponenti pareti rocciose di alta quota, tra i 412 e i 2.565 metri di altitudine. Qui si trovano ecosistemi ben conservati, con 5 specie di flora protetta e 70 specie di fauna, tra cui 115 uccelli nidificanti. La ricchezza botanica è celebre fin dal ‘700, con il Codex Bellunensis, un prezioso erbario del XV secolo, che testimonia la lunga storia di studio e tutela di queste montagne straordinarie. Un territorio unico, dove natura, cultura e storia si fondono in un’esperienza indimenticabile.

Mulaz
Il Mulaz, con i suoi 2.906 metri, è una montagna imponente delle Pale di San Martino, situata al confine tra le province di Trento e Belluno. La sua maestosità è ben visibile da Falcade e dal Passo Valles, dove si staglia con un profilo robusto e solido, in netto contrasto con le guglie affilate del vicino Focobon. Il Mulaz è apprezzato dagli escursionisti perché si raggiunge tramite sentieri lunghi ma privi di difficoltà tecniche, con accessi da Passo Rolle, Passo Valles, Val Venegia e Falcade. Vicino alla vetta si trova il Rifugio Giuseppe Volpi di Misurata, punto di ristoro e riparo. Dalla cima si gode una vista spettacolare sul Gruppo del Focobon e sulle Dolomiti circostanti; qui si trova anche una caratteristica campana incastonata in una struttura metallica, simbolo della montagna e della sua storia alpina.

Porta Dojona
La Porta Dojona, una delle tre antiche porte murarie di Belluno ancora intatte, racconta la storia millenaria della città. Originariamente costruita nel 1289 come “porta di Foro” o “del Mercato”, sorgeva accanto al castello della Motta, a protezione della città. Nel 1553 la parte rivolta verso piazza Vittorio Emanuele fu ampliata in stile rinascimentale, con imponenti colonne, cariatidi e dettagli eleganti, progettata da Nicolò Tagliapietra. La porta, oggi chiamata Porta Dojona in onore del vescovo Giorgio Doglioni, conserva ancora il fascino medievale con i suoi battenti lignei risalenti al 1509. Tra pietre marnacee e aperture ridotte, la Porta è un simbolo di difesa e storia, immersa tra antiche mura e vicina al Teatro Buzzati, testimone silenziosa dei secoli trascorsi.














