Un viaggio tra antiche tradizioni e panorami incantati nel cuore delle Dolomiti.

Il percorso escursionistico dai casoni di Valfredda al Rifugio Fuciade si snoda in uno degli angoli più suggestivi della Val di Fassa, al confine tra il Veneto e il Trentino. La partenza avviene da Valfredda, zona alpina incastonata tra le Dolomiti della Marmolada e il Passo San Pellegrino, dove sorgono i caratteristici “casoni”, antiche baite in legno e pietra usate dai pastori, oggi testimonianza viva della cultura ladina. Il sentiero si sviluppa per circa 6 km (solo andata), con dislivello moderato e tratti più impegnativi in caso di pioggia o neve residua. L’itinerario regala splendide viste sulle Pale di San Martino, la Marmolada e il gruppo del Monzoni. Lungo il cammino si incontrano croci lignee e piccole edicole votive, simboli di una religiosità popolare legata alla montagna. Il Rifugio Fuciade, un tempo ricovero per malgari e oggi accogliente rifugio, è immerso in una conca verde punteggiata di fiori alpini, ideale per una sosta rigenerante. L’escursione, semplice ma ricca di emozioni, unisce paesaggi mozzafiato, storia e tradizione.
INFORMAZIONI UTILI
Lunghezza: 6Km | Altitudine: 2490m.s.l.m. | Dislivello: 646m
Partenza: Rifugio Flora Alpina – 46°22’49.0″N 11°49’59.2″E
Arrivo: Rifugio Fuciade – 46°23’34.2″N 11°49’41.6″E
Parcheggio: Parcheggio Fuciade, Località Lago delle Pozze, 38030 Soraga di Fassa TN – 46°22’58.4″N 11°48’09.0″E
CONSIGLI
– Indossate scarpe da trekking robuste, con suola scolpita e caviglia alta: vi aiuteranno nei tratti più instabili, soprattutto in discesa da Forca Rossa.
– Vestitevi a strati, così da potervi adattare ai rapidi cambiamenti climatici in quota. Portate sempre con voi un antivento o un impermeabile.
–I bastoncini da trekking sono consigliati per affrontare salite e discese con maggiore sicurezza.
–Controllate le previsioni meteo prima della partenza: il tratto in cresta può diventare pericoloso in caso di pioggia o temporali.
- –Prendetevi il tempo per godere dei panorami mozzafiato: dalla Marmolada alle Pale di San Martino, ogni scorcio merita una pausa e qualche foto.
DIFFICOLTÀ
LIVELLO: PRINCIPIANTE
Cosa vedere

Casoni di Valfredda
Nel cuore delle Dolomiti, la Valfredda custodisce un luogo sospeso nel tempo: i suoi antichi Casoni, un tempo rifugi per i pastori durante l’alpeggio, oggi simbolo vivo di un passato autentico e armonioso con la natura. Immersi in una valle pianeggiante e silenziosa, formano un quadro perfetto con il paesaggio dolomitico circostante. La comoda strada sterrata che la attraversa rende la zona ideale anche per escursioni in famiglia. Ogni stagione regala un volto diverso a questa valle ancora selvaggia, lontana dal turismo di massa. Osservando i dettagli in legno e pietra dei Casoni, si può quasi sentire il respiro della storia e immaginare la vita semplice, dura ma profonda, di chi li abitava.

Forte Someda
Immerso nei boschi sopra Someda, a quota 1.320 metri, Forte Someda è una testimonianza affascinante della Prima Guerra Mondiale e dell’ingegneria militare austro-ungarica. Costruito tra il 1898 e il 1899, faceva parte del grande sistema difensivo al confine con l’Italia, sbarrando l’accesso alla Val di Fassa. Dotato di cannoni e mitragliatrici, il forte era collegato al vicino Forte Dossaccio, creando un’efficace linea difensiva. Nonostante l’obsolescenza al momento del conflitto, fu utilizzato come magazzino militare. Oggi, seppur ridotto a rudere, il Forte Someda conserva un fascino austero e silenzioso, visibile dalla strada che sale verso gli impianti di Lusia, simbolo della memoria storica alpina.

Chiesa di San Vigilio
Situata nel cuore di Moena, la Chiesa di San Vigilio è un gioiello architettonico che racconta quasi mille anni di storia. Fondata nel 1164 e più volte riconsacrata, domina il paese con la sua elegante struttura gotica e l’antica abside. All’interno, affreschi liberty, opere lignee di Cirillo Dell’Antonio e pale del pittore Valentino Rovisi – allievo del Tiepolo – ne fanno un vero scrigno d’arte sacra. Accanto, la chiesetta di San Volfango custodisce preziosi affreschi del XV secolo. Più che un luogo di culto, è memoria viva della comunità e simbolo della sua identità spirituale e culturale.















