Tra arte e natura: un cammino tra sculture, boschi e antichi mulini nelle Colline Livornesi.

Il percorso escursionistico che dal Parco delle Sculture “La Giunca” conduce al Mulino di Bucafonda è uno dei più suggestivi delle Colline Livornesi, nel territorio di Rosignano Marittimo. L’itinerario, lungo circa 10 km, unisce arte e natura, partendo da un parco immerso nel verde dove sculture contemporanee dialogano con il paesaggio, invitando alla riflessione e alla scoperta. Il sentiero si addentra tra macchia mediterranea, pini e lecci, offrendo splendide vedute sulla valle del Chioma e, nei punti più aperti, scorci sul mare Tirreno. Lungo il cammino si incontrano antichi casolari e resti di mulini, testimoni della vita rurale e dell’ingegno umano che un tempo sfruttava i torrenti per produrre energia. Il tratto finale, più impervio e roccioso, richiede passo sicuro ma regala la vista del Mulino di Bucafonda, nascosto nel bosco e avvolto dal suono dell’acqua che ancora scorre tra le vecchie canalizzazioni. Questo itinerario, che unisce arte, storia e paesaggio, rappresenta una delle esperienze più autentiche e poetiche del territorio di Rosignano, dove ogni passo racconta il legame profondo tra l’uomo e la natura.
INFORMAZIONI UTILI
Lunghezza: 9,09Km | Altitudine: 113-307m.s.l.m. | Dislivello: 224m
Partenza: Parco delle Sculture La Giunca – 43°25’27.1″N 10°28’12.1″E
Arrivo: Mulino di Bucafonda – 43°28’40.1″N 10°26’28.0″E
Parcheggio: A metà della Strada Provinciale della Giunca (SP12) in Località Colli – 43°25’29.0″N 10°27’59.8″E
CONSIGLI
– Indossate scarpe da trekking con una buona aderenza: alcuni tratti, soprattutto verso il mulino, possono risultare scivolosi e ripidi.
– Portate con voi bastoncini da trekking, utili nei tratti in discesa e per mantenere l’equilibrio.
–Evitate di partire nelle ore più calde: anche se il sentiero offre zone ombreggiate, alcuni tratti sono esposti al sole.
-Dopo la pioggia, il terreno può diventare fangoso o scivoloso: verificate sempre le condizioni meteo prima dell’escursione.
– Godetevi l’esperienza: dedicate del tempo alla visita del Parco La Giunca: le sculture cambiano aspetto con la luce e le stagioni. Al Mulino di Bucafonda, fermatevi ad ammirare i resti del complesso e ad ascoltare il mormorio dell’acqua.
DIFFICOLTÀ
LIVELLO: INTERMEDIO
Cosa vedere

Parco delle sculture “La Giunca”
Il Parco delle Sculture “La Giunca” è un luogo dove arte e natura si fondono in perfetta armonia, sulle colline di Rosignano Marittimo. Nato da un’idea della scultrice e scenografa Franca Frittelli, raccoglie oltre trenta opere realizzate negli anni Novanta in marmo, pietra, resina e legno, ispirate al movimento e alla grazia della danza. Le sculture, immerse tra lecci, querce, olivi e alberi da frutto, sono disposte lungo un dolce pendio in un allestimento scenico che consente di ammirarle da diverse prospettive, esaltando la luce e le forme. Un museo a cielo aperto, poetico e silenzioso, che racconta la storia di un territorio e della sua artista, visitabile durante i mesi estivi, da giugno a settembre.

Castello Pasquini
Il Castello Pasquini domina il cuore di Castiglioncello, nel comune di Rosignano Marittimo, a pochi passi dalla stazione ferroviaria. Costruito nel 1889 come residenza del barone Lazzaro Patrone, sorge su terreni acquistati da Diego Martelli, dove un tempo si estendevano poderi e case coloniche. Patrone trasformò l’area in un elegante parco romantico e fece edificare il castello in stile neomedievale, con torre merlata, cappella e casa del casiere in stile neogotico. Visionario e mecenate, il barone contribuì anche allo sviluppo urbanistico di Castiglioncello, donando i terreni per la stazione. Divenuto proprietà della famiglia Pasquini negli anni Quaranta, il castello è oggi sede di mostre, concerti e rassegne culturali, tra cui il Premio Letterario Castiglioncello – Costa degli Etruschi, simbolo della vitalità artistica della costa livornese.

Chiesa dei Santi Giovanni Battista e Ilario
Accanto al castello di Rosignano Marittimo sorge la chiesa dei Santi Giovanni Battista e Ilario, un gioiello di arte e spiritualità che racconta la storia del borgo. Edificata nella prima metà dell’Ottocento e consacrata nel 1848, la chiesa subì gravi danni durante la Seconda guerra mondiale, per poi rinascere nel 1950 grazie a un accurato restauro. A croce latina e tre navate, custodisce preziose testimonianze d’arte sacra: un raffinato ciborio in marmo del XVI secolo con angioletti scolpiti in preghiera, una splendida pala lignea dorata dedicata alla Madonna delle Grazie, ornata da quindici scene della vita di Gesù, e un intenso Crocifisso ligneo policromo del Quattrocento, sospeso sull’altare maggiore. Un luogo che unisce fede, memoria e bellezza rinascimentale nel cuore delle colline livornesi.























