Viaggio nel cuore autentico della Sardegna, tra boschi secolari e panorami mozzafiato.

Il percorso escursionistico ad anello Aritzo – Santa Maria – Rifugio Onistri – Santa Maria, lungo quasi 15 km, offre un’immersione completa nella natura incontaminata del cuore della Sardegna. Il sentiero prende avvio dalla frazione di Santa Maria, un borgo ricco di storia e fascino rurale, dove si possono ammirare chiese antiche e piccoli monumenti locali, testimonianza della cultura pastorale del territorio. L’itinerario si sviluppa tra boschi di lecci e querce, alternando tratti pianeggianti a salite impegnative che mettono alla prova l’esperienza degli escursionisti. Giunti al Rifugio Onistri, il panorama si apre su valli verdeggianti e cime montuose, regalando viste spettacolari che rendono ogni sforzo ricompensato. Il ritorno verso Santa Maria attraversa sentieri più dolci, costeggiando piccoli corsi d’acqua e antichi muretti a secco, testimoni della storia pastorale della zona. Questo percorso combina natura, fatica e bellezza, offrendo ai camminatori un’esperienza intensa, tra scorci mozzafiato e monumenti che narrano storie di tradizione e vita locale. Ideale per escursionisti di medio livello, è un itinerario che unisce fatica e meraviglia, perfetto per chi cerca un contatto autentico con il paesaggio sardo.
INFORMAZIONI UTILI
Lunghezza: 14,83Km | Altitudine: 902-1391m.s.l.m. | Dislivello: 555m
Partenza e Arrivo: Aritzo – 39°57’20.3″N 9°11’47.5″E
Parcheggio: Parcheggio e inizio del sentiero verso Punta La Marmora – 39°58’18.2″N 9°19’03.8″E
CONSIGLI
– Scarpe adeguate: indossate scarpe da trekking con suola antiscivolo, soprattutto per affrontare i tratti in salita e quelli più accidentati.
– Abbigliamento a strati: vestitevi a strati, portando anche un impermeabile leggero, poiché le temperature possono cambiare rapidamente tra le zone basse e il Rifugio Onistri (1.391 m s.l.m.).
–Partenza mattutina: iniziate presto la camminata per completare l’anello con calma, evitando di rientrare al buio.
–Controllo meteo: prima di partire, verificate le condizioni meteorologiche: nebbia o pioggia possono rendere più impegnativi i tratti ripidi.
DIFFICOLTÀ
LIVELLO: INTERMEDIO
Cosa vedere

Chiesa di San Michele Arcangelo
La chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, situata nel cuore di Aritzo, è un gioiello storico e artistico che affonda le radici nell’XI secolo. L’edificio attuale, del XV secolo, presenta alzati in stile tardo gotico-aragonese realizzati in pietra trachitica di Fordongianus, con facciata ornata da archetti pensili, portale decorato con l’effige del santo e rosone in asse, affiancata dalla torre campanaria con la campana del 1605. All’interno custodisce capolavori lignei barocchi, tra cui la Pietà del 1702, San Cristoforo di Antonio Gallo (1606) e San Michele Arcangelo della metà del XVII secolo, testimoni di una straordinaria tradizione artistica e religiosa.

Sa Bovida
Sa Bovida è un’imponente costruzione del Seicento ad Aritzo, in Sardegna, che racconta secoli di storia. Fino agli anni Quaranta fu carcere regio di massima sicurezza e ospitò, tra gli altri, ufficiali francesi catturati durante un tentativo di sbarco di Napoleone nel 1793. Realizzata in pietra scistosa, fango e legno di castagno, conserva un sottopassaggio a sesto acuto di origine spagnola, la “bovida”. Gli interni, ristrutturati, comprendono celle maschili e femminili, postazioni di sorveglianza e ambienti suggestivi, mentre nel cortile spicca un’antica meridiana, simbolo del tempo che attraversa la storia di questo edificio unico.

Monumento naturale Texile
Il Texile, monte di roccia calcarea alto 975 metri, domina la vallata di Aritzo con la sua caratteristica forma “a sgabello”, da cui deriva il nome originario ‘Sexile’. Geologicamente risale al Giurassico, circa 220 milioni di anni fa, e custodisce strati ricchi di fossili vegetali e animali. Un tempo circondato da una vasta pineta oggi distrutta da un incendio, il Texile offre panorami spettacolari e testimonia l’antica storia naturale della Sardegna. La tradizione popolare lo associa a Sant’Efisio, che vi predicava la fede, e la Legge Regionale 31 lo riconosce come Monumento Naturale di grande valore ambientale e culturale.



















