Tra tufo, mare e silenzio: un cammino nel cuore sacro e panoramico di Ischia.

L’escursione al Monte Epomeo, la vetta più alta di Ischia (789 m), parte dal pittoresco borgo di Fontana, nel comune di Serrara Fontana. Da qui, un sentiero ben segnalato si inerpica per circa 3 chilometri, con un dislivello di 400 metri, attraversando antiche colate di tufo verde e boschi di castagni. Lungo il percorso, il paesaggio si apre progressivamente, regalando vedute spettacolari sul Golfo di Napoli, Capri, Procida e la Costiera Amalfitana. La salita, pur accessibile, presenta alcuni tratti ripidi e scavati nella roccia, che richiedono attenzione e scarpe da trekking. Dopo circa un’ora e mezza si raggiunge la cima, dominata dall’Eremo di San Nicola, costruito nel XV secolo e interamente scavato nel tufo. La struttura monastica, un tempo abitata da eremiti, conserva ancora un’atmosfera di silenzio e spiritualità. Dalla terrazza naturale sommitale, lo sguardo abbraccia tutta l’isola, dal mare ai crateri vulcanici, in uno scenario che unisce natura, storia e leggenda, rendendo il Monte Epomeo una delle esperienze più suggestive dell’isola d’Ischia.
INFORMAZIONI UTILI
Lunghezza: 3Km | Altitudine:789m.s.l.m. | Dislivello: 400m
Partenza: Fontana (Serrara Fontana, Ischia – NA) – 40°42’33.8″N 13°53’32.7″E
Arrivo: Vetta del Monte Epomeo – 40°43’49.2″N 13°53’40.2″E
Parcheggio: Via Lorenzo Fiore, 35, 80070 Serrara Fontana NA – 40°42’44.0″N 13°53’33.9″E
CONSIGLI
– Indossate scarpe da trekking: il fondo è spesso roccioso e può diventare scivoloso, soprattutto nei tratti finali in tufo.
– Partite presto al mattino per godervi il panorama con meno affluenza e una luce più nitida.
–Evitate il percorso in giornate di pioggia: il tufo diventa molto scivoloso.
–Periodo consigliato: da aprile a ottobre, preferibilmente in primavera o autunno per temperature più miti.
DIFFICOLTÀ
LIVELLO: INTERMEDIO
Cosa vedere

Eremo di San Nicola
L’Eremo di San Nicola, incastonato nella roccia tufacea del Monte Epomeo a oltre 700 metri d’altitudine, è uno dei luoghi più suggestivi e ricchi di storia dell’isola d’Ischia. Le prime testimonianze risalgono al 1459, ma la struttura è probabilmente più antica, nata quando le grotte del monte erano usate come abitazioni. Nel Cinquecento vi fu collocata la statua di San Nicola di Bari, ancora oggi custodita all’interno della chiesa scavata nel tufo verde. Nei secoli successivi l’eremo accolse monaci, eremiti e nobildonne in cerca di ritiro spirituale, come Beatrice Quadra, e fu ampliato nel 1754 dal comandante Giuseppe d’Arghout, che vi si ritirò dopo un voto miracoloso. Oggi il complesso, raggiungibile da Fontana o Barano d’Ischia, conserva altari in marmo, pavimenti in maiolica e un’atmosfera sospesa tra fede, silenzio e panorama, con una vista che abbraccia tutto il Golfo di Napoli.

Castello Aragonese
Il Castello Aragonese d’Ischia, maestoso simbolo dell’isola, sorge su un isolotto di roccia trachitica collegato a Ischia Ponte da un ponte in muratura lungo 220 metri. Nato nel 474 a.C. come Castrum Gironis, il fortilizio fu più volte ampliato fino a raggiungere l’aspetto attuale nel XV secolo, grazie ad Alfonso V d’Aragona, che ne fece una cittadella fortificata accessibile tramite un traforo scavato nella roccia. Con i secoli divenne rifugio, residenza reale e centro culturale: tra le sue mura vissero Vittoria Colonna e i più grandi umanisti del Rinascimento. Oggi conserva chiese, conventi, cripte affrescate e un eremo rupestre, testimoniando un passato di arte, fede e potere. Dalla sommità, a 113 metri sul mare, si ammira uno dei panorami più straordinari del Golfo di Napoli, tra scogliere, cupole e il profilo lontano del Vesuvio. Un luogo dove storia, bellezza e leggenda si intrecciano in modo indimenticabile.

Cattedrale di Santa Maria Assunta
La Cattedrale di Santa Maria Assunta, situata a Ischia Ponte, è uno dei simboli storici e artistici più importanti dell’isola. Edificata nel 1388 da Pietro Cossa, fratello dell’antipapa Giovanni XXIII, in onore del padre Giovanni, governatore di Ischia e Procida, fu ricostruita nel XVIII secolo dopo la distruzione quasi totale del primo edificio. Dal 1809 è la cattedrale della diocesi di Ischia, succeduta a quella distrutta nel Castello Aragonese. L’edificio barocco, con la sua facciata decorata e i tre portali d’ingresso, custodisce all’interno tele di Giacinto Diano, un crocifisso catalano del XIII secolo e il fonte battesimale di San Giovan Giuseppe della Croce, realizzato con sculture seicentesche. Il campanile, originariamente torre di guardia del 1596, domina ancora oggi il borgo antico, testimoniando l’unione di fede, arte e memoria storica che rende la cattedrale uno dei luoghi più affascinanti di Ischia.


















