Tra storia e panorami: un viaggio tra le Piccole Dolomiti e i borghi cimbri della Lessinia.

Il Sentiero Europeo E5, nel tratto che collega il Rifugio Campogrosso a Giazza, è uno dei percorsi più affascinanti delle Piccole Dolomiti. Lungo circa 17 km, attraversa ambienti di straordinaria bellezza tra boschi, pascoli e imponenti pareti rocciose, offrendo panorami spettacolari sulle cime del Carega e sulla vallata dell’Adige. Il sentiero nasce come parte del grande itinerario europeo E5, che collega il Lago di Costanza a Venezia, un tracciato storico che per secoli fu via di comunicazione tra le popolazioni alpine. Dal Rifugio Campogrosso, situato a 1.460 metri di quota, il percorso scende lungo antichi camminamenti militari e mulattiere della Grande Guerra, passando accanto a postazioni e resti di fortificazioni che raccontano la storia del fronte italiano. Alcuni tratti, come la discesa verso il Passo delle Tre Croci o il passaggio sul Ponte dell’Anguillara, sono impegnativi e richiedono passo sicuro. Arrivando a Giazza, antico borgo cimbro immerso nei Monti Lessini, il paesaggio si apre su un mondo sospeso tra natura e tradizione, dove il viaggiatore può ancora respirare il fascino autentico delle genti di montagna e scoprire la ricchezza culturale di una terra di confine.
INFORMAZIONI UTILI
Lunghezza: 17 Km | Altitudine: 737-2040m.s.l.m. | Dislivello: 683-1377m
Partenza: Rifugio Campogrosso – 45°43’42.6″N 11°10’25.4″E
Arrivo: Giazza – 45°39’15.5″N 11°07’30.0″E
Parcheggio: Parcheggio con disco orario – 45°43’42.9″N 11°10’26.2″E
CONSIGLI
– Preparatevi fisicamente: il percorso presenta tratti impegnativi e un dislivello importante, quindi è consigliato a escursionisti con un buon allenamento e passo sicuro.
– Indossate l’attrezzatura giusta: utilizzate scarponcini da trekking con suola antiscivolo e abbigliamento tecnico a strati, così da adattarvi facilmente ai cambi di temperatura in quota.
–Controllate le condizioni meteo: prima di partire, verificate sempre le previsioni; nebbia o pioggia possono rendere il sentiero pericoloso.
–Rispettate la natura: restate sui sentieri segnalati, non lasciate rifiuti e rispettate la flora e la fauna delle Piccole Dolomiti.
DIFFICOLTÀ
LIVELLO: INTERMEDIO
Cosa vedere

Piccole Dolomiti
Le Piccole Dolomiti, al confine tra le province di Vicenza, Trento e Verona, sono un affascinante gruppo montuoso che unisce bellezza naturale, storia e alpinismo. Comprendono il Massiccio del Pasubio, la Catena del Sengio Alto, il Gruppo del Carega e la Catena delle Tre Croci, con la maestosa Cima Carega (2.259 m) come vetta più alta. Le loro guglie, pareti verticali e gole profonde ricordano le Dolomiti maggiori, ma sono più accessibili e offrono panorami spettacolari fino all’Adriatico. Durante la Prima Guerra Mondiale, furono teatro di battaglie e opere militari, come la celebre Strada delle 52 Gallerie, oggi percorsa dagli escursionisti. Ricche di rifugi e sentieri, rappresentano un tesoro naturalistico e storico unico, dove l’alpinismo, la memoria e la natura si fondono in un paesaggio di straordinaria suggestione.

Chiesa di Sant’Antonio Abate
La Chiesa di Sant’Antonio Abate è il cuore spirituale di Recoaro Terme, incastonata tra le montagne vicentine. Le sue origini risalgono al XV secolo, quando si menzionano le prime chiese del borgo, tra cui una dedicata proprio a Sant’Antonio. Divenuta parrocchia autonoma nel Cinquecento, ha accompagnato nei secoli la vita religiosa e sociale della comunità. L’attuale edificio, progettato dall’architetto Giuseppe Vaccaro e inaugurato nel 1952, unisce eleganza moderna e profondo simbolismo. La facciata in marmo bianco e rosso, impreziosita dall’“Incoronazione di Maria” di Marcello Mascherini, riflette la luce delle montagne. All’interno, tra volte a botte e cappelle laterali, spiccano le formelle della Via Crucis di Luciano Minguzzi e la Crocifissione di Claudio Laudani, opere che trasformano la chiesa in un luogo d’arte e di contemplazione.

Parco naturale regionale della Lessinia
Il Parco Naturale Regionale della Lessinia, istituito nel 1990, tutela un patrimonio unico di natura, storia e cultura nelle vette settentrionali veronesi (1.200-1.800 m). Oltre ai boschi, pascoli e paesaggi mozzafiato, il Parco conserva tradizioni cimbre, malghe storiche e giacimenti fossili. La fauna spazia dal lupo al camoscio, mentre flora e funghi offrono scenari spettacolari in ogni stagione. Il territorio, gestito da un ente pubblico dal 2019, valorizza ambiente e cultura locale, promuove attività scientifiche e didattiche, e rappresenta un esempio di convivenza armoniosa tra uomo e montagna, rendendo la Lessinia un gioiello naturale e storico di rilevanza europea.


















