Un’immersione nel paesaggio veneto più autentico: tra storia, natura e cultura enogastronomica.

Il Cammino delle Colline del Prosecco, itinerario escursionistico nel cuore della Marca Trevigiana, si snoda tra le dolci colline patrimonio UNESCO, dove vigneti, borghi antichi e abbazie millenarie raccontano la storia di un territorio unico. La prima tappa, lunga circa 11,7 km, parte da Vidor, piccolo centro adagiato lungo il fiume Piave, e conduce fino a Col San Martino, nel comune di Farra di Soligo. Il punto di partenza è dominato dalla maestosa Abbazia di Santa Bona, un complesso monastico benedettino fondato nel XII secolo e più volte distrutto e ricostruito nel corso dei secoli. Da qui il percorso si addentra tra le prime colline del Prosecco, regalando viste panoramiche spettacolari sulla Valle del Piave e sui filari ordinati che si arrampicano sui versanti. Il tracciato alterna tratti dolci e collinari a salite più impegnative. Si cammina su antiche strade sterrate, mulattiere e viottoli che un tempo venivano percorsi da contadini e pellegrini. Lungo il cammino si incontrano testimonianze storiche e religiose di grande valore: crocifissi votivi, chiesette campestri come quella di San Vigilio, piccoli capitelli immersi nel verde e resti delle linee difensive della Prima guerra mondiale, che in questa zona lasciò segni profondi. L’arrivo a Col San Martino, incastonato tra le colline, regala una vista indimenticabile sui vigneti del Prosecco Superiore DOCG e sulle borgate circostanti.
INFORMAZIONI UTILI
Lunghezza: 11,7Km | Altitudine: 152-163m.s.l.m. | Dislivello: 567m
Partenza: Vidor – 45°51’41.9″N 12°02’15.5″E
Arrivo: Col San Martino – 45°53’37.2″N 12°05’06.0″E
Parcheggio: Via Stefanino Curti, snc, 31020 Vidor TV – 45°51’42.0″N 12°02’21.3″E
CONSIGLI
– Indossate scarpe da trekking comode e con una buona aderenza: alcuni tratti sono su sterrato o con pendenze ripide.
– Scegliete abbigliamento a strati, utile per adattarvi ai cambiamenti di temperatura, frequenti in primavera e autunno.
–Portate con voi dei bastoncini da trekking, che vi aiuteranno nelle salite e nei tratti più scivolosi.
–Evitate le ore più calde nei mesi estivi e partite al mattino, così da completare la tappa con calma e godervi i panorami.
– Fermatevi ad ammirare le vedute sulla Valle del Piave e sui vigneti disposti a terrazze, uno degli scenari più suggestivi del paesaggio UNESCO.
DIFFICOLTÀ
LIVELLO: INTERMEDIO
Cosa vedere

Abbazia di Santa Bona
L’Abbazia di Santa Bona, a Vidor (Treviso), è uno dei luoghi più affascinanti e simbolici della valle del Piave. Fondata nel XII secolo dai monaci benedettini di Pomposa, grazie alla donazione di Giovanni Gravone, signore di Vidor, nacque come centro di fede e di lavoro, secondo il motto “ora et labora”. Per secoli fu cuore spirituale, agricolo e sociale del territorio, ricevendo numerose donazioni che ne accrebbero i possedimenti fino alle colline di Conegliano e al Montello. Dopo un periodo di splendore, l’abbazia conobbe la decadenza e fu soppressa nel 1773. Gravemente danneggiata durante la Grande Guerra, venne ricostruita negli anni Venti, conservando ancora oggi il suo fascino millenario e la memoria della storia veneta.

Castello di Vidor
Il Castello di Vidor, oggi Tempio della Beata Vergine Addolorata, sorge su un’altura panoramica che domina il Piave, in una posizione strategica sin dall’epoca medievale. Un tempo potente fortezza difensiva, controllava il porto fluviale e fu teatro di eventi cruciali: nel 1228 ospitò le trattative di pace tra Treviso e Belluno, poi appartenne a Ezzelino da Romano, ai da Camino e infine passò alla Serenissima Repubblica di Venezia. Distrutto nel 1510 durante la Guerra della Lega di Cambrai, il complesso fu ricostruito nel 1925 su progetto di Brenno Del Giudice come monumento ai caduti. Oggi il sito, con il suo tempio, l’ossario e la statua della Vittoria Alata di Martinuzzi, è un luogo di memoria e bellezza, immerso nella storia e nel paesaggio del Piave.

Eremo di San Gallo
L’Eremo di San Gallo, incastonato sulla cima dell’omonimo colle a Soligo (Farra di Soligo), è un luogo di profonda spiritualità e suggestione, da cui si gode una vista straordinaria sul Quartier del Piave e sulle colline del Prosecco. Costruito nel XV secolo sui resti del castello di Soligo, distrutto nel 1378, l’eremo custodisce una piccola chiesa romanica a navata unica con affreschi del 1442 e un campanile del 1753. La dedicazione a San Gallo testimonia gli antichi legami di queste terre con l’Europa del Nord, attraversata da mercanti e pellegrini. Durante il periodo natalizio, la collina si illumina con il celebre “Albero di San Gallo”, un’imponente installazione luminosa visibile da tutta la valle.


















