Tra gravine e muretti a secco, un cammino tra due città di pietra e di storia.

La tappa R07A del Sentiero Italia CAI, lunga quasi 23 km, collega Matera ad Altamura, due città simbolo della Murgia, immerse tra storia millenaria e paesaggi mozzafiato. Il percorso parte dal cuore dei Sassi di Matera, Patrimonio UNESCO, attraversando un dedalo di vicoli scavati nella roccia e affacciandosi sul Parco della Murgia Materana, dove si aprono suggestivi canyon e gravine costellate di antiche chiese rupestri. I primi chilometri offrono panorami spettacolari sulla Gravina di Matera e sul santuario di Santa Maria della Palomba, per poi inoltrarsi in un territorio aspro ma affascinante, dominato da masserie, pascoli e muretti a secco. Il cammino, di difficoltà media, presenta tratti impegnativi per via del fondo irregolare e delle pendenze che si alternano a lunghi pianori erbosi. Superata la zona di confine tra Basilicata e Puglia, il paesaggio si apre sull’altopiano murgiano, fino ad avvistare Altamura, con la sua maestosa Cattedrale federiciana e il centro storico di origine medievale. È una tappa che unisce natura e cultura, raccontando attraverso ogni pietra la storia di due città antiche, diverse ma legate da un’unica anima rupestre e da un cammino che attraversa il cuore del Sud Italia.
INFORMAZIONI UTILI
Lunghezza: 22,9Km | Altitudine: 400-473m.sl.m. | Dislivello: 283m
Partenza: Matera – 40°39’58.2″N 16°36’21.5″E
Arrivo: Altamura – 40°49’26.3″N 16°33’08.5″E
Parcheggio: Via Vincenzo Cappelluti, 1, 75100 Matera MT – 40°39’58.6″N 16°36’14.4″E
CONSIGLI
– Partite di buon mattino: il percorso è lungo e poco ombreggiato; iniziare presto vi permetterà di camminare con temperature più miti e di godervi il paesaggio con calma.
– Proteggetevi dal sole: indossate cappello, occhiali da sole e usate la crema solare; i tratti esposti sono numerosi.
–Indossate scarponcini da trekking: vi serviranno calzature stabili e con buona aderenza, soprattutto nei tratti rocciosi o in discesa.
–Rispettate la natura e i luoghi attraversati: restate sui sentieri segnalati, non lasciate rifiuti e contribuite a preservare la bellezza della Murgia.
DIFFICOLTÀ
LIVELLO: INTERMEDIO
Cosa vedere

Cattedrale di Matera
La Cattedrale della Madonna della Bruna e di Sant’Eustachio, costruita tra il 1230 e il 1270, domina Matera dal punto più alto della Civita, tra i due Sassi. Edificata in stile romanico pugliese per volontà di Federico II di Svevia, sorge su un antico sito sacro paleocristiano e conserva un fascino che intreccia storia, fede e arte. La facciata, ornata dal maestoso rosone a sedici raggi e dal campanile alto 52 metri, racconta l’ingegno degli scalpellini medievali, mentre l’interno, arricchito nei secoli da stucchi, ori e opere rinascimentali, custodisce capolavori come il presepe in pietra di Altobello Persio e l’affresco bizantino della Madonna della Bruna. Luogo simbolo di Matera, la Cattedrale è un mirabile incontro tra spiritualità e bellezza senza tempo.

Sassi di Matera
I Sassi di Matera, con i rioni Caveoso e Barisano, sono un capolavoro unico di architettura rupestre, interamente scavato nella roccia della Murgia materana. Insieme alla Civita, formano il nucleo più antico della città e, dal 1993, sono Patrimonio mondiale UNESCO. Abitati sin dal Paleolitico, i Sassi raccontano oltre novemila anni di storia: dalle civiltà preistoriche ai monaci bizantini, dalle costruzioni medievali alle dimore barocche. Le case, sovrapposte come in un teatro naturale, si fondono con chiese rupestri come Santa Maria de Idris, San Pietro Caveoso e San Pietro Barisano, veri gioielli scavati nel tufo. Passeggiando tra i vicinati e le antiche cisterne, si percepisce un equilibrio millenario tra uomo e natura, un paesaggio culturale che continua a stupire per la sua bellezza e autenticità.

Castello Tramontano
Il Castello Tramontano, che domina Matera dalla collina del Lapillo, è una delle testimonianze più affascinanti della storia feudale della città. Edificato a partire dal 1501 per volere del conte Giovan Carlo Tramontano, fu concepito come residenza fortificata in stile aragonese, con un imponente mastio centrale e due torri rotonde merlate. La sua costruzione, però, segnò un periodo di grande tensione: le pesanti tasse imposte dal conte per finanziarla suscitarono la rivolta dei materani, che culminò nel suo assassinio nel 1514, in quella che oggi è chiamata Via del Riscatto. Rimasto incompiuto, il castello conserva un fascino misterioso e un valore simbolico profondo, rappresentando la lotta di Matera per la libertà e l’autonomia. Oggi, oggetto di restauro e valorizzazione, continua a vegliare sulla città con la sua maestosa eleganza in tufo.


















