Dove il mare incontra gli agrumeti: un viaggio nel cuore luminoso della Sicilia.

La sesta tappa della Via Mazarense, da Sciacca a Ribera, è un itinerario escursionistico di circa 27 km che unisce bellezza paesaggistica, storia e spiritualità. La partenza avviene da Sciacca, affascinante cittadina termale e marinara, celebre per il suo Castello Luna, le Terme Selinuntine e il suggestivo quartiere di San Michele, con scorci che raccontano secoli di civiltà. Lasciata la costa, il cammino si addentra nell’entroterra agrigentino, tra uliveti secolari, vigneti e agrumeti che si alternano a valloni e colline, offrendo panorami mozzafiato sul Canale di Sicilia. Il percorso presenta tratti impegnativi, soprattutto nei saliscendi tra Sciacca e la valle del fiume Verdura, ma è ricompensato da paesaggi rurali intatti e dal profumo della macchia mediterranea. Lungo la via si incontrano antiche masserie, chiese campestri e resti di torri di avvistamento, memoria dei secoli arabi e normanni. L’arrivo a Ribera, “Città delle Arance”, accoglie il viandante con la sua ospitalità e con i profumi agrumati della piana. Un percorso di rara suggestione, dove natura e cultura si fondono in un’esperienza autentica di Sicilia, tra mare, storia e tradizione.
INFORMAZIONI UTILI
Lunghezza: 26,96 Km | Altitudine: 241m.s.l.m. | Dislivello: 530m
Partenza: Sciacca – 37°30’30.1″N 13°04’35.9″E
Arrivo: Ribera – 37°30’14.5″N 13°16’01.1″E
Parcheggio: Via Modigliani, 92019 Sciacca AG – 37°30’33.2″N 13°04’35.1″E
CONSIGLI
– Partite presto al mattino: la tappa è lunga e presenta tratti collinari esposti al sole; nelle ore centrali della giornata il caldo può essere intenso, soprattutto in primavera e in estate.
– Indossate scarponcini da trekking con buona aderenza: alcuni tratti sterrati possono risultare scivolosi o sconnessi, in particolare dopo giornate di pioggia.
–Proteggetevi dal sole: portate crema solare, occhiali da sole e cappello, poiché gran parte del tragitto è priva di ombra.
–Usate prudenza negli attraversamenti stradali, soprattutto nei tratti che costeggiano o incrociano la viabilità provinciale.
DIFFICOLTÀ
LIVELLO: INTERMEDIO
Cosa vedere

Castello Nuovo
Il Castello Nuovo di Sciacca, edificato nel 1380 da Guglielmo Peralta, conte di Caltabellotta e vicario del Regno di Sicilia, è uno dei simboli storici più affascinanti della città. Passò poi ai conti Luna grazie al matrimonio della figlia Margherita con Arturo di Luna, intrecciando così la sua storia a quella di una delle famiglie più potenti dell’isola. Costruito su un’altura rocciosa a est di Sciacca, il castello aveva una funzione difensiva e residenziale: al piano inferiore viveva la servitù, mentre al superiore si trovavano le stanze nobiliari. Il complesso, con torri imponenti, mura poligonali e un’antica cappella dedicata a San Gregorio, offre ancora oggi un panorama spettacolare sul mare e sul borgo, evocando atmosfere medievali di grande suggestione.

Basilica di Maria Santissima del Soccorso
La Basilica di Maria Santissima del Soccorso, imponente e luminosa, è il cuore religioso e identitario di Sciacca, affacciata su Piazza Don Minzoni. Fondata nel 1108 da Giulietta la Normanna, figlia del conte Ruggero d’Altavilla, sorge nel luogo dove un tempo esisteva una chiesa bizantina dedicata a San Pietro. Tra archi gotici e absidi medievali, racconta la lunga storia della città, segnata da dominazioni, fede e rinascite.
Nel Seicento, dopo il crollo parziale dell’edificio, fu ricostruita su progetto di Michele Blasco e dedicata alla Vergine del Soccorso, proclamata patrona di Sciacca in seguito al “voto” collettivo che avrebbe salvato la popolazione dalla peste del 1626. All’interno custodisce opere dei Gagini, affreschi di Tommaso Rossi e preziosi stucchi ottocenteschi. La facciata, un elegante connubio di barocco e rinascimento, domina la piazza con statue, colonne e un campanile solitario. Dal 1991, per volere di papa Giovanni Paolo II, la chiesa è elevata a basilica minore, simbolo di fede e splendore artistico della città.

Castello di Poggiodiana
Il Castello di Poggiodiana, noto anche come Castello di Misilcassino, sorge su una collina a circa 200 metri d’altitudine nei pressi di Ribera. Costruito nel XII secolo dai Normanni, aveva la funzione di proteggere le comunità locali e le fertili terre tra i fiumi Platani e Verdura. Della maestosa fortezza restano oggi le mura perimetrali e due torri, una quadrangolare e una cilindrica alta 25 metri, che dominano uno strapiombo di oltre 300 metri. Nel corso dei secoli il castello passò tra le mani dei Maletta, Chiaramonte, Peralta e Luna, assumendo infine il nome di Poggiodiana in onore di Diana Moncada, moglie di Vincenzo Luna. Simbolo identitario di Ribera, la sua torre merlata campeggia nello stemma comunale, a testimonianza del profondo legame tra la città e il suo antico maniero.


















