Tra falesie bianche, torri antiche e profumi di rosmarino: un cammino sospeso tra cielo e mare nel cuore del Gargano.

La Strada costiera del Parco Nazionale del Gargano, con partenza e arrivo a Vieste, è un suggestivo percorso escursionistico ad anello di circa 9,8 km che si sviluppa lungo uno dei tratti più spettacolari del litorale pugliese. L’itinerario segue antichi sentieri panoramici che un tempo collegavano le torri di avvistamento, offrendo scorci mozzafiato sul mare Adriatico e sulle scogliere bianche che hanno reso celebre il promontorio garganico. Dal centro storico di Vieste, dominato dal Castello Svevo e dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta, si imbocca il cammino che costeggia il celebre Pizzomunno, monolite simbolo della città, e prosegue tra macchia mediterranea, pini d’Aleppo e cespugli di rosmarino selvatico. Lungo il tragitto si incontrano torri costiere cinquecentesche, resti di antichi insediamenti rurali e punti panoramici da cui ammirare le baie di San Lorenzo e Portonuovo. Alcuni tratti del sentiero, caratterizzati da roccia viva e dislivelli moderati, richiedono passo sicuro e un minimo di esperienza, ma la fatica è ampiamente ripagata dal silenzio della natura e dal profumo del mare. Il ritorno verso Vieste, tra uliveti secolari e stradine lastricate, regala una visione unica della città che si staglia sul promontorio. Un itinerario che unisce natura, storia e spiritualità, ideale per chi vuole scoprire il volto più autentico del Gargano a piedi.
INFORMAZIONI UTILI
Lunghezza: 9,8Km | Altitudine: 0-145 | Dislivello: 210
Partenza e arrivo: 41°52’54.4″N 16°10’24.0″E
Parcheggio: Via Guglielmo Marconi, 71019 Vieste FG – 41°52’53.0″N 16°10’25.9″E
CONSIGLI
– Indossate scarpe da trekking con buona aderenza: il terreno alterna tratti rocciosi, sterrati e brevi saliscendi che richiedono passo sicuro.
– Scegliete i mesi di primavera o autunno per affrontare il percorso: le temperature sono più miti e la macchia mediterranea è nel suo massimo splendore.
–Prestate attenzione ai tratti esposti, soprattutto nei punti in cui il sentiero costeggia le falesie: evitate di avvicinarvi troppo ai bordi e seguite sempre i segnali.
–Rispettate l’ambiente: non lasciate rifiuti, non raccogliete piante o fiori e camminate in silenzio per non disturbare la fauna del Parco.
– Non dimenticate la fotocamera: le vedute sul Pizzomunno, sulla Baia di San Lorenzo e sulle Torri costiere vi regaleranno scorci indimenticabili.
DIFFICOLTÀ
LIVELLO: INTERMEDIO
Cosa vedere

Il Castello Svevo di Vieste
Il Castello Svevo di Vieste, maestoso e severo, domina la città dall’alto del promontorio offrendo una vista spettacolare sul mare e sul borgo antico. Edificato nel XIII secolo per volere di Federico II di Svevia, rappresenta una delle più significative testimonianze del potere imperiale nel Gargano. La sua pianta triangolare e i bastioni angolari a punta gli conferiscono un aspetto possente e inconfondibile, accentuato dal contrasto tra il colore bruno della pietra e il bianco delle scogliere calcaree su cui si erge. Nel corso dei secoli ha subito danni durante le incursioni veneziane e la Prima guerra mondiale, ma conserva intatta la sua imponenza. Oggi, sede della Marina Militare, veglia su Vieste come simbolo di storia e difesa. Poco distante, la Porta ad Alt’, con il suo caratteristico arco acuto, ricorda l’antico accesso principale alla città medievale.

Concattedrale di Santa Maria Assunta
La Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta, splendido duomo di Vieste e concattedrale dell’arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, è uno dei massimi simboli religiosi e artistici del Gargano. Eretta nell’XI secolo in stile romanico, la chiesa ha attraversato secoli di storia e ricostruzioni dovute a terremoti e incursioni saracene, fino a ricevere nel 1981 il titolo di basilica minore da papa Giovanni Paolo II. La sua architettura racconta una continua evoluzione: alla sobrietà romanica si sono aggiunti eleganti elementi barocchi come il soffitto ligneo settecentesco e le cappelle laterali ornate da tele e statue. All’interno spiccano opere di pregio, tra cui la Cacciata dei venditori dal tempio di Luigi Velpi e la pala della Madonna del Rosario di Michele Manchelli (1581). Tra le cappelle più suggestive figurano quella della Vergine di Merino, che custodisce una statua lignea tardo gotica, e la cappella di Sant’Anna, dove è esposto un sarcofago longobardo dell’VIII secolo. Custode della devozione e della memoria di Vieste, la basilica incarna l’anima spirituale e storica della città.

Pizzomunno
Il Pizzomunno, il cui nome in dialetto viestano significa “pezzo di mondo”, è il maestoso monolite di pietra calcarea bianca che si innalza per circa 25 metri sulla spiaggia del Castello, a sud di Vieste. Testimone millenario dell’azione del mare e del tempo, si è staccato dal promontorio di San Francesco a causa dell’erosione marina e oggi rappresenta uno dei simboli più iconici del Gargano. La sua imponente presenza racconta non solo la storia geologica di una costa scolpita da millenni di mare e vento, ma anche quella di un amore eterno. Secondo la leggenda, Pizzomunno era un giovane pescatore innamorato di Cristalda, rapita dalle sirene gelose: il dolore lo pietrificò, trasformandolo nello scoglio bianco che ancora veglia sulla città. Si narra che ogni 15 agosto, ogni cento anni, i due amanti si ritrovino per una sola notte, riportando in vita la magia di un mito che unisce natura, storia e sentimento.



















