Tra vento, mare e storia: alla scoperta di Capo Mannu, dove la Sardegna incontra l’infinito.

Il percorso escursionistico Torre di Capo Mannu, giro ad anello con partenza da Sant’Anna si sviluppa nel territorio di San Vero Milis, nella Sardegna occidentale, all’interno della suggestiva penisola del Sinis, tra falesie, macchia mediterranea e panorami mozzafiato sul mare di Oristano. L’itinerario, lungo circa 8,3 km con un dislivello di 60 metri, parte dalla borgata costiera di Sant’Anna, una zona tranquilla immersa tra uliveti e stagni salmastri frequentati da fenicotteri. Da qui si raggiunge il promontorio di Capo Mannu, antico punto di avvistamento difensivo dominato dall’omonima torre costiera spagnola del XVI secolo, costruita per proteggere la costa dalle incursioni saracene. Il sentiero, che alterna tratti sterrati e rocciosi, regala viste spettacolari sull’azzurro intenso del mare e sulle scogliere modellate dal vento. Nei punti più alti, lo sguardo abbraccia l’intero Golfo di Oristano, l’isola di Mal di Ventre e, nelle giornate limpide, perfino il Monte Arci. Alcuni tratti possono risultare impegnativi per via del terreno irregolare e dell’esposizione, ma sono ampiamente ricompensati dalla bellezza del paesaggio. Lungo il percorso si incontrano antiche torri di avvistamento, vecchie postazioni militari e la caratteristica Torre di Capo Mannu, uno dei simboli della costa del Sinis. Un itinerario breve ma intenso, che unisce natura selvaggia, storia e silenzi marini.
INFORMAZIONI UTILI
Lunghezza: 8,36 Km | Altitudine: 51m.s.l.m. | Dislivello: 60m
Partenza e arrivo: Sant’Anna – 39°48’45.2″N 8°38’54.0″E
Parcheggio: Via Lisbona, 09094 P.i.p. Zona Artigianale OR – 39°45’49.3″N 8°39’23.6″E
CONSIGLI
– Indossate calzature adatte: portate scarpe da trekking con buona aderenza; il terreno alterna tratti sterrati, rocciosi e punti esposti vicino alla scogliera.
– Proteggetevi dal sole: il promontorio è quasi privo di ombra; non dimenticate cappello, crema solare e occhiali da sole, soprattutto nei mesi estivi.
–Controllate il meteo: il vento di maestrale può essere molto forte e rendere insidiosi i tratti più esposti. Evitate le giornate con raffiche o mareggiate.
–Scegliete il momento giusto: le ore migliori per l’escursione sono la mattina presto o il tardo pomeriggio, quando la luce del sole esalta i colori del mare e delle scogliere.
DIFFICOLTÀ
LIVELLO: INTERMEDIO
Cosa vedere

Chiesa di Santa Sofia
La Chiesa di Santa Sofia, nel cuore di San Vero Milis (Oristano), è uno dei più affascinanti esempi di architettura religiosa del Montiferru. Costruita nel XVIII secolo sui resti di un edificio romanico del XIII, racchiude una rara fusione di stili – romanico, gotico spagnolo, rinascimentale e barocco – che testimoniano i secoli di trasformazioni e influenze culturali. Le sue pietre di diverse tonalità e i dettagli scolpiti dai maestri Agostino Careli e Francesco Escanu rendono l’edificio un capolavoro di armonia e maestria artigiana. Accanto si erge l’imponente campanile settecentesco, alto quasi 40 metri, tra i più alti della diocesi arborense, con la caratteristica cupola a cipolla che domina l’abitato. All’interno, la statua lignea seicentesca di San Sebastiano aggiunge un tocco di sacralità e valore storico a un luogo che è simbolo di fede e identità per l’intera comunità.

Stagno di Sale ‘e Porcus
Lo stagno di Sale ‘e Porcus, situato tra San Vero Milis e Riola Sardo, è una delle aree umide più preziose della Sardegna e copre circa 330 ettari. Inserito tra le zone Ramsar di importanza internazionale, rappresenta un ecosistema unico dove natura e storia si intrecciano. Durante l’estate, l’acqua evapora lasciando una suggestiva crosta di sale bianco, testimonianza viva dei ritmi naturali del Sinis. Qui trovano rifugio e nidificano oltre 3.000 fenicotteri rosa, insieme a specie rare come la volpoca, la gru europea e il pollo sultano viola. Dal 1982 lo stagno è Riserva Naturale Orientata, gestita dal Comune di San Vero Milis con la LIPU, simbolo della straordinaria biodiversità del territorio oristanese.

Stagno di Cabras
Lo stagno di Cabras, tra i più estesi e suggestivi della Sardegna, è un autentico scrigno di biodiversità e storia. Situato nella parte settentrionale del golfo di Oristano, si estende su un’area di oltre 2.000 ettari ed è alimentato dal Riu di Mare Foghe, collegandosi al mare attraverso canali naturali e artificiali. Insieme agli stagni di Mistras, Pauli ’e Sali e Sale ’e Porcus, forma uno dei sistemi palustri più vasti d’Europa, tutelato dalla Convenzione di Ramsar e riconosciuto come Sito di Interesse Comunitario e Zona di Protezione Speciale. Le sue acque salmastre ospitano fenicotteri, aironi e una ricca ittiofauna che sostiene da secoli la pesca tradizionale di mugilidi e anguille, simbolo della cultura lagunare di Cabras.


















