Tra boschi, gole e silenzi antichi: un anello nel cuore del parco.

Il percorso da Genga a Monte Piano, con giro ad anello, è uno degli itinerari escursionistici inseriti nella rete dei circa 35 sentieri segnalati del Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi, nelle Marche. Si tratta di un tracciato che permette di esplorare uno dei settori più suggestivi dell’area protetta, dove il paesaggio è stato modellato nel tempo dall’azione del carsismo e dal passaggio del fiume Sentino. Il percorso parte dal borgo di Genga, centro di grande valore storico e porta d’accesso naturale al parco. Da qui il sentiero risale progressivamente verso Monte Piano, alternando tratti nel bosco a ampie aperture panoramiche sulla valle e sulle gole calcaree, con viste spettacolari che ripagano della fatica. L’itinerario ha una lunghezza media ed è adatto a escursionisti con un minimo di allenamento: alcuni tratti risultano più impegnativi, con salite decise e fondo irregolare, soprattutto nella parte alta dell’anello. Lungo il cammino si incontrano testimonianze storiche e naturalistiche, tra antichi sentieri rurali, aree di interesse geologico e scorci che raccontano il profondo legame tra l’uomo e questo territorio. Un’escursione completa, che rappresenta bene la varietà e la ricchezza della rete sentieristica del Parco della Gola della Rossa e di Frasassi.
INFORMAZIONI UTILI
Lunghezza: 11,1Km | Altitudine: 280-630m.s.l.m. | Dislivello: 590m
Partenza e arrivo: Genga – 43°25’49.0″N 12°56’08.8″E
Parcheggio: Parcheggio pubblico, gola di Frasassi, Genga – 43°24’13.3″N 12°56’54.5″E
CONSIGLI
– Indossate calzature adeguate: scegliete scarponcini da trekking con una buona suola antiscivolo. Il fondo può risultare irregolare e, in alcuni tratti, scivoloso soprattutto dopo le piogge.
– Valutate il vostro allenamento: il percorso è di difficoltà intermedia e presenta salite continue e un dislivello significativo. È consigliato a escursionisti con un minimo di esperienza su sentieri collinari e montani.
–Scegliete il periodo giusto: primavera e autunno sono ideali per clima e panorami. In estate partite nelle prime ore del mattino; in inverno verificate sempre le condizioni del sentiero.
–Rispettate l’ambiente: vi trovate all’interno di un’area protetta. Restate sui sentieri ufficiali, non raccogliete flora e riportate con voi tutti i rifiuti.
DIFFICOLTÀ
LIVELLO: INTERMEDIO
Cosa vedere

Abbazia di San Vittore alle Chiuse
L’Abbazia di San Vittore alle Chiuse, nel comune di Genga, è uno dei più affascinanti esempi di romanico marchigiano, immersa in un contesto naturale di straordinaria suggestione, tra il fiume Sentino e la Gola di Frasassi. Costruita tra il 1060 e il 1080 come chiesa conventuale benedettina, fu per secoli un centro religioso e territoriale di grande rilievo, arrivando a esercitare la propria giurisdizione su decine di chiese. Dichiarata monumento nazionale nel 1902, colpisce per la sua architettura compatta e solenne, quasi fortificata, con pianta a croce greca, cupola centrale e torri che dominano la facciata. Nonostante restauri successivi, conserva intatta la forza simbolica e spirituale di un luogo in cui storia, arte e paesaggio si fondono in modo unico.

Tempio del Valadier
Il Tempio del Valadier, incastonato all’interno di una vasta grotta nel territorio di Genga, è uno dei luoghi più suggestivi e simbolici delle Marche. L’elegante edificio neoclassico a pianta ottagonale, realizzato in travertino e coperto da un tetto in piombo, fu voluto da papa Leone XII, originario proprio di Genga, e completato nel 1828. Inserito in modo armonico nella cavità rocciosa, il tempio dialoga con l’antico Eremo di Santa Maria Infra Saxa, attestato già nel 1029 e legato alla tradizione monastica benedettina. Questo complesso unico unisce spiritualità, arte e paesaggio: la purezza delle forme architettoniche contrasta e al tempo stesso valorizza la forza primordiale della roccia, creando un luogo di grande impatto emotivo e storico, dove la fede e la natura sembrano fondersi in un equilibrio senza tempo.

Grotte di Frasassi
Le Grotte di Frasassi, nel territorio di Genga, rappresentano uno dei complessi carsici più spettacolari e importanti d’Europa, inserito nel Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi. Un mondo sotterraneo di dimensioni straordinarie, modellato dall’acqua nel corso di milioni di anni, dove si susseguono sale immense, concrezioni monumentali e ambienti di rara bellezza. Il cuore del sistema è l’Abisso Ancona, una cavità così vasta da poter contenere il Duomo di Milano, simbolo della grandiosità del sito. Scoperte ufficialmente nel 1971 dagli speleologi marchigiani, le grotte sono state aperte al pubblico nel 1974 e da allora hanno accolto milioni di visitatori. Oggi sono tutelate e valorizzate come patrimonio naturale, scientifico e storico di primaria importanza, esempio unico di dialogo tra uomo, tempo e natura.



















