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Una salita tra vigneti, boschi e panorami d’alta quota nel cuore delle Colline del Prosecco.

Il Giro del Cimon è un itinerario impegnativo che si sviluppa nei dintorni di Guia, frazione di Valdobbiadene, nel cuore delle Colline del Prosecco. Il percorso, di circa 24,9 km tra andata e ritorno, sale progressivamente verso il Monte Cimon e il Rifugio Posa Puner, attraversando un paesaggio che cambia passo dopo passo: dai versanti coltivati e abitati della pedemontana si passa a tratti più boscosi, silenziosi e panoramici, immersi nell’ambiente delle Prealpi trevigiane.
È un tracciato adatto a chi cerca un’esperienza outdoor intensa, con salite lunghe e un dislivello importante, indicato da AllTrails in 1.561 metri. La fatica viene ripagata dall’arrivo in quota, dove l’area di Posa Puner offre ampi scorci sul territorio circostante e un’atmosfera autenticamente montana. Il percorso è segnalato come adatto anche alla mountain bike, ma richiede buona preparazione fisica, attenzione e abitudine ai tratti più impegnativi.
INFORMAZIONI UTILI
▪️Lunghezza: 24,9Km | Altitudine: 242-1334m.s.l.m. | Dislivello: 1.561m
▪️Partenza: Guia – 45°54’35.1″N 12°03’21.1″E
▪️Arrivo: Rifugio Posa Puner – 45°57’10.1″N 12°03’18.5″E
▪️Parcheggio: Parcheggio: Via Pineta, 1, 31049 Pianezze TV – 45°54’25.8″N 12°02’12.3″E
CONSIGLI
▪️Usate una bici adatta: il percorso è segnalato anche per mountain bike, ma presenta salite e tratti impegnativi. È preferibile affrontarlo con una MTB o e-bike in buone condizioni, controllando freni, gomme e batteria prima di partire.
▪️Partite ben allenati: il percorso è lungo e impegnativo, con un dislivello importante. È consigliato a chi ha già esperienza con salite prolungate e itinerari in mountain bike o cicloturismo sportivo.
- ▪️Controllate il meteo prima della partenza: l’itinerario sale verso l’area del Monte Cimon e di Posa Puner, dove le condizioni possono cambiare rapidamente. In caso di temporali, vento forte o scarsa visibilità, è meglio rimandare.
▪️Godetevi il panorama con calma: la fatica della salita viene ripagata dagli scorci sulle Colline del Prosecco, sulle Prealpi trevigiane e sull’area di Posa Puner. Prevedete qualche sosta per recuperare e ammirare il paesaggio.
DIFFICOLTÀ
LIVELLO: ESPERTO
Cosa vedere

Duomo di Valdobbiadene
Il Duomo di Santa Maria Assunta è il principale luogo di culto di Valdobbiadene e si trova in piazza Marconi, nel cuore del centro cittadino. Le sue origini sono molto antiche: la pieve viene citata già nel 1259 e poi nuovamente nel 1297. L’edificio attuale, in stile neoclassico, fu costruito tra il 1790 e il 1799 e consacrato nel 1816. La facciata, preceduta da un pronao dorico, conserva un aspetto solenne e ordinato, mentre poco distante si innalza il campanile settecentesco, alto circa 70 metri.
All’interno, il Duomo custodisce un ricco patrimonio artistico, con opere che vanno dal Cinquecento al Novecento. Tra le più importanti spiccano la pala dell’Assunta di Francesco da Conegliano, detto il Beccaruzzo, e la tela di Paris Bordon con la Madonna in trono con il Bambino, san Sebastiano e san Rocco. Di grande interesse anche il dipinto di Palma il Giovane dedicato ai santi Giovanni Battista, Girolamo e Antonio abate. Il Duomo rappresenta una tappa culturale preziosa prima o dopo l’itinerario tra le colline e il Monte Cimon.

Bosco delle Penne Mozze
Il Bosco delle Penne Mozze si trova a Cison di Valmarino, in via Tofane, nella Valle di San Daniele, tra le Prealpi Trevigiane e il paesaggio collinare dell’Alta Marca. Inaugurato tra il 7 e l’8 ottobre 1972, è un bosco pubblico e storico nato come luogo di memoria per gli Alpini caduti nelle guerre del Novecento. L’area, estesa per quasi 16.000 metri quadrati, unisce natura, raccoglimento e storia, con sentieri immersi nel verde, monumenti commemorativi e spazi dedicati al silenzio.
Il cuore del memoriale è costituito dalle stele in acciaio con i nomi degli alpini trevigiani caduti o dispersi, distribuite lungo 15 sentieri dedicati alle Medaglie d’Oro al valor militare. Tra i simboli più significativi si trovano il Cristo degli Alpini, la Campana Votiva e l’Albero del Ricordo, dove vengono collocate targhe dedicate ai caduti alpini italiani. È una visita intensa e suggestiva, ideale per chi vuole aggiungere all’itinerario una tappa legata alla memoria, alla montagna e alla storia del territorio.

Alberi monumentali
Nel territorio di Valdobbiadene la natura conserva presenze antiche e preziose, rappresentate dagli alberi monumentali tutelati dalla Guardia Forestale. Nel comune se ne contano sei, un numero significativo se si considera che in tutta la provincia di Treviso gli esemplari censiti sono sedici. Si tratta soprattutto di grandi faggi, distribuiti in diverse località del territorio, che raccontano la storia verde delle Prealpi trevigiane e dei boschi che circondano l’area del Monte Cimon.
Tra gli esemplari più rilevanti ci sono i due faggi in località Borri, alti 22 e 30 metri, e quello di Zimion, con una circonferenza di 6,5 metri. Altri faggi monumentali si trovano a Frescada e Lavel Basso, mentre in località Boc si erge un tiglio alto 29 metri. Questi alberi rappresentano una possibile deviazione o un motivo in più per osservare con attenzione il paesaggio attraversato: non solo vigneti e panorami, ma anche un patrimonio naturale silenzioso e secolare.
I nostri consigli
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