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Un trekking tra i boschi e i villaggi montani della Sila.

Nel cuore del Parco Nazionale della Sila, l’itinerario ad anello da Villaggio Mancuso a Cutura attraversa uno dei paesaggi più suggestivi dell’altopiano calabrese. Il percorso misura 6,9 chilometri, presenta un dislivello di circa 220 metri e richiede mediamente tra le due e le due ore e mezza. La partenza avviene da Villaggio Mancuso, località montana del comune di Taverna, nota per le sue caratteristiche architetture in legno e per l’atmosfera raccolta dei boschi silani.
Dopo un primo tratto lungo la strada statale, il cammino entra nella foresta e prosegue tra sentieri, radure e aree frequentate da animali al pascolo. La difficoltà è moderata: le salite sono generalmente graduali, ma il fondo può presentare radici, pietre e tratti più irregolari. Lungo l’anello si incontrano scorci sulla vegetazione e sulla fauna della Sila, oltre all’Albergo delle Fate, edificio simbolo di Villaggio Mancuso. Un’escursione adatta anche alle famiglie abituate a camminare.
INFORMAZIONI UTILI
▪️Lunghezza: 6,9 km | Altitudine: 1.300m.s.l.m. | Dislivello: 220m
▪️Partenza e arrivo: Villaggio Mancuso – 39°04’35.4″N 16°33’36.5″E
▪️Parcheggio: 179 Dir, 10, 88055 Villaggio Mancuso CZ – 39°04’36.6″N 16°33’41.3″E
CONSIGLI
▪️Indossate scarpe da trekking: il percorso attraversa tratti boschivi con radici, pietre e fondo irregolare, che può diventare scivoloso dopo la pioggia.
▪️Controllate il meteo prima di partire: in montagna le condizioni possono cambiare rapidamente e il bosco è poco sicuro durante temporali, vento forte o nebbia fitta.
- ▪️Portate acqua e uno spuntino: nonostante la lunghezza contenuta, è consigliabile avere con sé una scorta sufficiente, soprattutto se non si prevede di sostare nei locali dei villaggi.
▪️Prendetevi il tempo per osservare il paesaggio: i boschi della Sila, le radure e le architetture di Villaggio Mancuso rendono il percorso ideale per soste fotografiche e momenti di relax.
DIFFICOLTÀ
LIVELLO: INTERMEDIO
Cosa vedere

Riserva naturale Poverella Villaggio Mancuso
La Riserva naturale Poverella–Villaggio Mancuso si trova in provincia di Catanzaro, nel cuore del Parco nazionale della Sila. Istituita con decreto ministeriale il 13 luglio 1977, si estende per 1.086 ettari ed è classificata come riserva naturale statale integrale. L’area protegge uno degli ambienti più caratteristici della Sila Piccola, formato da boschi, radure e habitat di grande valore naturalistico, nei quali è possibile osservare la vegetazione tipica dell’altopiano e conoscere più da vicino il patrimonio ambientale calabrese.
La riserva si sviluppa nei pressi del Centro visite Monaco di Villaggio Mancuso, dove si trova anche il Museo Verde, spazio dedicato alle attività didattiche e all’educazione ambientale. L’area è attraversata da sentieri semplici e facilmente percorribili, adatti anche alle famiglie e a chi non ha particolare esperienza escursionistica. Lungo i percorsi, pannelli informativi illustrano le principali specie vegetali e animali della Sila Piccola, trasformando la passeggiata in un’occasione per scoprire il territorio in modo lento e consapevole.

Chiesa di San Domenico
La Chiesa di San Domenico, nel centro storico di Taverna, nacque insieme al convento dei Padri Domenicani, fondato il 4 gennaio 1464 da Fra Paolo da Mileto con l’approvazione di papa Paolo II. Costruito inizialmente in tufo, l’edificio subì gravi danni durante il terremoto del 1662 e fu quindi sottoposto a una profonda ricostruzione, conclusa nel 1680. Alla nuova decorazione contribuì Mattia Preti, che progettò soluzioni artistiche vicine a quelle della concattedrale di San Giovanni a La Valletta, a Malta.
Tra le opere più importanti si distingue il ciclo di affreschi dedicato alla vita di San Domenico, progettato in parte da Mattia Preti e completato nel 1693. La storia della chiesa fu segnata dalla soppressione e dal successivo ripristino del convento, dall’incendio del 1861 e dalla fine della vita monastica nel 1867. Nel 1970 furono rubati diversi dipinti, tra cui otto opere di Mattia Preti, poi ritrovati e restaurati. Dopo una lunga chiusura, la chiesa riaprì al culto nel settembre del 1988.

Abbazia di Santa Maria di Peseca
Tra Albi e Taverna, nel paesaggio della Sila Piccola, sorgono i resti dell’Abbazia di Santa Maria di Peseca, fondata tra il X e l’XI secolo da monaci italo-greci. Dell’antico complesso rimangono oggi alcune porzioni perimetrali e un alto muro della chiesa, segnato da due finestre romaniche probabilmente appartenute al campanile. Nonostante le poche rovine, il luogo conserva un’atmosfera intensa e silenziosa, legata alla presenza dei monaci basiliani, dediti alla preghiera e al lavoro manuale.
Dall’abbazia prende avvio l’antica strada dei monaci, che conduce verso le cascate del torrente Litrello, affluente del fiume Alli. Il sentiero attraversa cerri, castagni, pini secolari e imponenti formazioni rocciose, offrendo scorci suggestivi e un contatto diretto con i suoni del bosco. La cascata compare improvvisamente, formando alla base un piccolo laghetto dai colori luminosi. Il percorso di ritorno è più impegnativo e richiede prudenza, soprattutto nei tratti in salita.












