Via Francigena, Tappa 145: Torchiarolo – Lecce

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Tra ulivi, abbazie e campagne salentine, in cammino verso il barocco di Lecce.

La tappa della Via Francigena che collega Torchiarolo a Lecce attraversa per circa 23 chilometri il cuore del Salento, seguendo un itinerario quasi pianeggiante tra campagne, uliveti e strade rurali. Uno dei luoghi più suggestivi lungo il cammino è l’Abbazia di Santa Maria di Cerrate, preziosa testimonianza del romanico pugliese immersa nella quiete della campagna. Un percorso legato alla lunga tradizione dei pellegrinaggi, che accompagna passo dopo passo verso il capoluogo salentino.

Dopo i tratti più tranquilli nella campagna, il percorso prosegue verso Surbo e affronta alcune sezioni su strade asfaltate e trafficate, dove è necessario prestare maggiore attenzione. Il dislivello ridotto rende comunque la tappa accessibile a escursionisti abituati alle lunghe distanze. L’arrivo ripaga la fatica: superate le porte della città, si entra nel centro storico di Lecce, tra mura, vicoli e scenografie barocche che regalano una conclusione particolarmente affascinante alla giornata di cammino.

INFORMAZIONI UTILI

▪️Lunghezza:23,1Km | Altitudine:49 m.s.l.m. | Dislivello:+46 m / -23 m

▪️Partenza: Torchiarolo – 40°29’08.6″N 18°03’04.7″E

▪️Arrivo: Lecce – 40°21’17.2″N 18°10’25.0″E

▪️Parcheggio: Via Madonna delle Grazie, Torchiarolo – 40°29’09.3″N 18°03’07.0″E

CONSIGLI

▪️Scegliete scarpe comode e adatte al trekking: anche se il percorso non presenta particolari difficoltà tecniche, la lunghezza della tappa richiede calzature con una buona suola e già utilizzate in precedenza, per ridurre il rischio di vesciche e fastidi durante il cammino.

▪️Controllate il meteo prima di partire: nonostante il dislivello contenuto, la lunghezza della tappa può rendere più impegnativo il cammino in caso di caldo intenso, pioggia o vento forte.

  • ▪️Prestate attenzione nei tratti su strada: avvicinandosi a Lecce si incontrano alcune sezioni asfaltate e più trafficate. Camminate con prudenza e, dove possibile, mantenetevi sul margine della carreggiata.

▪️Evitate le ore più calde: il percorso presenta diversi tratti esposti al sole e con poca ombra. In estate è preferibile partire al mattino presto, utilizzando cappello, crema solare e abbigliamento leggero.

DIFFICOLTÀ

LIVELLO: INTERMEDIO

Cosa vedere

Abbazia di Santa Maria a Cerrate

L’Abbazia di Santa Maria a Cerrate è uno dei più importanti esempi di romanico otrantino e una delle tappe più affascinanti lungo il percorso verso Lecce. Il complesso, immerso nella campagna salentina, affonda le sue origini nel Medioevo e fu per secoli un importante centro religioso e culturale legato ai monaci bizantini. La sua storia è avvolta anche dalla leggenda secondo cui la Madonna sarebbe apparsa in questo luogo tra le corna di un cervo.

La chiesa conserva ancora oggi preziose testimonianze del suo passato: il portale duecentesco decorato, il portico con colonne e capitelli figurati e gli affreschi risalenti al XIII e XIV secolo. Il complesso comprende inoltre antichi ambienti agricoli e frantoi ipogei, che raccontano il successivo utilizzo dell’abbazia come masseria. Dopo secoli di abbandono e diversi restauri, dal 2012 Santa Maria a Cerrate è affidata al FAI e rappresenta uno dei luoghi simbolo della storia rurale e religiosa del Salento.

Basilica di Santa Croce

La Basilica di Santa Croce è uno dei simboli di Lecce e il capolavoro per eccellenza del barocco leccese. La sua costruzione iniziò nel 1549 e proseguì per oltre un secolo, coinvolgendo alcuni dei maggiori architetti e scultori locali. La facciata, ricchissima di decorazioni, colpisce per il grande rosone centrale, i portali scolpiti, le figure fantastiche e i telamoni che sorreggono la balaustra. Insieme all’adiacente Palazzo dei Celestini forma uno dei complessi monumentali più importanti della città.

Anche l’interno merita una visita approfondita. La basilica presenta una pianta a croce latina, un elegante soffitto a cassettoni in legno dorato e numerose cappelle laterali riccamente decorate. Tra i capolavori spicca l’altare di San Francesco da Paola, considerato una delle massime espressioni della scultura barocca in Terra d’Otranto. Nella chiesa è inoltre custodito un frammento della Santa Croce, mentre affreschi, dipinti e altari raccontano secoli di storia religiosa e artistica leccese.

Piazza Sant’Oronzo

Piazza Sant’Oronzo è il cuore del centro storico di Lecce e uno dei luoghi che meglio raccontano le diverse epoche attraversate dalla città. Un tempo nota come Piazza dei Mercadanti, fu per secoli un importante spazio commerciale e ancora oggi conserva un’atmosfera vivace. Al centro spicca la colonna romana sormontata dalla statua del patrono, affiancata dal Sedile cinquecentesco, dalla chiesetta di San Marco e dal celebre mosaico con la lupa e il leccio, simboli della città.

A rendere la piazza ancora più suggestiva è soprattutto la presenza dell’Anfiteatro Romano, emerso grazie agli scavi del Novecento e testimonianza dell’importanza raggiunta da Lecce in età imperiale. Intorno convivono edifici barocchi, rinascimentali e novecenteschi, creando un insieme architettonico unico e stratificato. Oggi Piazza Sant’Oronzo è uno dei principali punti di incontro della città e rappresenta una tappa ideale per concludere il percorso entrando nel cuore più autentico e monumentale di Lecce.

I nostri consigli

Flora

Olivo

L’olivo è una delle presenze più caratteristiche del paesaggio attraversato dalla Via Francigena tra Torchiarolo e Lecce. Le distese di alberi, alternate a campi coltivati e muretti a secco, accompagnano buona parte del percorso e raccontano il profondo legame tra il Salento e la coltivazione dell’olio. È una pianta perfettamente adattata al clima mediterraneo, capace di resistere alla siccità e alle alte temperature estive.

Tra le varietà tradizionalmente coltivate nel territorio salentino spicca la **Cellina di Nardò**, cultivar autoctona pugliese dalla lunga storia. Produce olive di piccole dimensioni utilizzate soprattutto per ottenere olio, ma anche nella preparazione di specialità locali. Insieme agli altri elementi della macchia mediterranea, l’olivo contribuisce a definire uno dei paesaggi più riconoscibili del Salento.

Fauna

Riccio europeo

Tra gli animali presenti nelle campagne salentine c’è il riccio europeo, piccolo mammifero diffuso negli ambienti rurali, nei terreni coltivati, tra siepi, cespugli e muretti a secco. È una specie prevalentemente notturna e durante il giorno tende a rimanere nascosta, motivo per cui non è semplice incontrarla durante un’escursione.

Il riccio si nutre soprattutto di insetti, larve e altri piccoli invertebrati, contribuendo all’equilibrio naturale degli ambienti agricoli. Le campagne attraversate dalla Via Francigena offrono ancora zone adatte alla sua presenza, soprattutto dove la vegetazione è più fitta. Avvistarlo richiede un po’ di fortuna, ma resta una delle specie più caratteristiche del paesaggio rurale salentino.

Enogastronomia

Pittule

Le pittule sono una delle specialità più semplici e amate della cucina salentina. Si preparano con un impasto morbido a base di farina, acqua, lievito e sale, lavorato fino a ottenere una consistenza elastica e poi fritto in abbondante olio. Il risultato sono piccole frittelle dorate, croccanti all’esterno e soffici all’interno, tradizionalmente servite calde come antipasto o sfizio durante feste e ricorrenze.

Alla versione classica si affiancano numerose varianti, arricchite con ingredienti come olive, pomodoro, capperi, acciughe o verdure. Nel Salento sono particolarmente legate al periodo natalizio e alla festa dell’Immacolata, ma oggi si possono gustare durante tutto l’anno in sagre, trattorie e locali tipici. Dopo una giornata di cammino rappresentano un assaggio immediato e genuino della tradizione gastronomica locale.

Attrazioni turistiche

Museo archeologico Sigismondo Castromediano

Il Museo archeologico Sigismondo Castromediano, fondato nel 1868, è il più antico museo della Puglia. Le sue collezioni raccontano la storia del Salento attraverso reperti messapici e romani, ceramiche, vasellame e testimonianze preistoriche, tra cui la ricostruzione della celebre Grotta dei Cervi di Porto Badisco.

Accanto alla sezione archeologica si trovano una pinacoteca, un lapidario e raccolte dedicate alle arti minori. I dipinti documentano gli influssi bizantini e veneziani sull’arte locale dal Medioevo al Novecento, mentre ceramiche, bronzi, avori e argenti completano un percorso che permette di approfondire la storia artistica e culturale del territorio.

Attività outdoor

Cicloturismo tra Lecce e la campagna salentina

Chi preferisce esplorare il territorio sulle due ruote può proseguire l’esperienza con un’escursione in bicicletta nelle campagne intorno a Lecce. Strade secondarie e itinerari cicloturistici attraversano uliveti, masserie e piccoli centri, offrendo un modo diverso per scoprire il paesaggio salentino. Dal capoluogo partono inoltre percorsi che conducono verso borghi e aree naturali della costa adriatica.

Tra gli itinerari segnalati dalla Regione Puglia c’è quello che parte da Lecce e prosegue in direzione di Otranto passando per Acaya, la Riserva Naturale Le Cesine, San Foca, Torre dell’Orso e i Laghi Alimini. È un’attività ideale per chi, terminata la tappa della Via Francigena, vuole dedicare altro tempo al turismo lento e continuare a conoscere il Salento attraverso natura, borghi e paesaggi costieri.