La Via Francigena in Valle d’Aosta, tappa 01 – Dal Gran San Bernardo a Echevennoz: passaggio nel borgo di Étroubles

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Un cammino nella storia tra valichi alpini e antichi borghi.

La prima tappa valdostana della Via Francigena parte dal Colle del Gran San Bernardo, storico valico alpino situato a 2.472 metri di quota. Il percorso, lungo circa 15 chilometri, scende verso Echevennoz attraversando paesaggi d’alta montagna, pascoli e piccoli centri ricchi di storia. Nei pressi del lago si incontra l’antico Ospizio, fondato nell’XI secolo per accogliere pellegrini e viaggiatori lungo una delle principali vie di collegamento tra l’Europa settentrionale e l’Italia.

L’itinerario prosegue attraverso Saint-Rhémy-en-Bosses e raggiunge il borgo medievale di Étroubles, attraversato dall’antica strada romana diretta ad Aosta. Il paese conserva case in pietra, vicoli acciottolati, fontane e opere d’arte contemporanea esposte all’aperto. Pur sviluppandosi prevalentemente in discesa, la tappa richiede attenzione per il notevole dislivello negativo e per alcuni tratti ripidi. L’arrivo a Echevennoz conclude un cammino suggestivo tra natura alpina, storia e cultura.

INFORMAZIONI UTILI

▪️Lunghezza: 14,9Km | Altitudine: da 2.473 a circa 1.270 metri s.l.m. | Dislivello: +60 metri / -1.230m

▪️Partenza: Colle del Gran San Bernardo – 45°52′08.4″ N, 7°10′14.31″

▪️Arrivo: Echevennoz – 45°48’31.4″N 7°14’29.7″E

▪️Parcheggio: Sant Bernardo Parking – 45°52’08.1″N 7°09’54.2″E

CONSIGLI

▪️Controllate il meteo prima di partire: l’alta quota può riservare bruschi cambiamenti di temperatura, vento, nebbia e temporali anche durante l’estate.

▪️Indossate scarpe da trekking: la lunga discesa e alcuni tratti ripidi o irregolari richiedono calzature con una buona aderenza. I bastoncini possono aiutare a proteggere le ginocchia.

  • ▪️Portate acqua e qualche spuntino: il percorso è lungo circa 15 chilometri. È quindi consigliabile partire con una scorta adeguata, anche se nei borghi attraversati sono presenti alcuni punti di ristoro.

▪️Procedete senza fretta: il notevole dislivello negativo può affaticare gambe e articolazioni. Concedetevi delle pause per recuperare e ammirare il paesaggio alpino.

▪️Verificate l’apertura del valico: la strada del Colle del Gran San Bernardo è accessibile soltanto nei mesi più caldi e può restare chiusa in presenza di neve.

DIFFICOLTÀ

LIVELLO: INTERMEDIO

Cosa vedere

Torre di Vachéry

La Torre di Vachéry sorge nell’omonima frazione di Étroubles ed è una delle testimonianze medievali più interessanti della Valle d’Aosta. Costruita nel XII secolo su fondamenta di epoca romana, probabilmente svolgeva una funzione di avvistamento ed era collegata visivamente con altre strutture difensive della zona. Appartenne alla famiglia De Vacheria, legata ai nobili de La Tour d’Étroubles. Venute meno le esigenze militari, fu successivamente trasformata in residenza.

La struttura presenta una pianta quadrata, mura spesse circa due metri e un originario ingresso sopraelevato, raggiungibile con una scala removibile per ostacolare gli assalitori. Durante la Seconda guerra mondiale rischiò di essere demolita per ricavarne materiale da costruzione, ma gli elevati costi dell’intervento la salvarono. Restaurata negli anni Duemila, oggi è osservabile soltanto dall’esterno. Una leggenda attribuisce la breccia nelle mura alla clemenza di un nobile di Casa Savoia.

Castello di Bosses

Il Castello di Bosses sorge nel villaggio di Saint-Léonard, capoluogo di Saint-Rhémy-en-Bosses. La casaforte, caratterizzata dalla massiccia pianta quadrata tipica delle prime costruzioni fortificate valdostane, fu edificata nel XII secolo dalla famiglia Bosses. Alla fine del Duecento, dopo alcune contese, Giacomino di Bosses fu costretto a diventare vassallo dei Savoia e a consegnare loro il castello. Una successiva ribellione provocò la distruzione della sua torre di avvistamento.

Nel 1320 Tommaso di Bosses cedette ad Amedeo V di Savoia i possedimenti e i diritti di pedaggio sul feudo. La famiglia riuscì a riscattare la proprietà alla fine del Quattrocento, ricostruendo il castello nelle forme ancora oggi visibili. Dopo numerosi passaggi di proprietà, nel 1984 l’edificio fu acquistato dalla Regione Valle d’Aosta. Restaurato tra il 1998 e il 1999, conserva all’esterno l’aspetto quattrocentesco, mentre gli ambienti interni ospitano mostre, conferenze ed eventi.

Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta

La Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta sorge nel centro storico di Étroubles, al termine della via principale. L’edificio religioso è citato già in una bolla del 1177 di papa Alessandro III come dipendenza della prepositura del Gran San Bernardo. Fino al 1752 quasi tutti i parroci furono canonici della stessa istituzione. In seguito, i suoi beni passarono all’Ordine Mauriziano e la nomina del parroco spettò al sovrano, in qualità di Gran Maestro dell’Ordine di San Maurizio.

La chiesa originaria occupava lo stesso luogo, ma era orientata da est a ovest e risultava collegata al campanile attraverso una porta. Divenuta troppo piccola e ormai deteriorata, fu demolita e sostituita dall’attuale edificio, costruito nel 1814 con l’altare rivolto a nord. Il campanile, oggi separato dalla chiesa, risale invece al 1480 e fu realizzato dal capomastro Yolli de Vuetto. All’interno, alcune vetrine custodiscono le opere di un piccolo ma prezioso museo dedicato all’arte sacra.

I nostri consigli

Flora

Il rododendro ferrugineo

Il rododendro ferrugineo è uno degli arbusti più caratteristici del paesaggio alpino attraversato dalla Via Francigena. Cresce sui pendii, nei pascoli e ai margini dei boschi, generalmente tra i 1.200 e i 2.500 metri di altitudine. Le sue foglie, coriacee e sempreverdi, presentano una tipica colorazione color ruggine nella parte inferiore, dalla quale deriva il nome della specie.

Tra giugno e luglio la pianta si ricopre di fiori rosa intenso, riuniti in piccoli gruppi capaci di colorare interi versanti. Lungo il percorso è possibile osservarla soprattutto nei tratti montani vicini al Colle del Gran San Bernardo. Il rododendro è perfettamente adattato alle basse temperature e alla lunga permanenza della neve, ma deve essere ammirato senza raccoglierlo o danneggiarne i rami.

Fauna

Il cane di San Bernardo

Il cane di San Bernardo è la razza simbolo del valico e deve il proprio nome all’Ospizio del Gran San Bernardo. Allevati dai canonici almeno dal XVII secolo, questi cani robusti e resistenti venivano impiegati per la guardia e per accompagnare i religiosi lungo i sentieri innevati. Il loro fiuto e la capacità di muoversi in condizioni climatiche difficili li resero preziosi nel soccorso dei viaggiatori dispersi.

La razza si distingue per la corporatura imponente, il mantello folto e l’indole calma e socievole. Il cane più celebre fu Barry, al quale la tradizione attribuisce il salvataggio di numerose persone all’inizio dell’Ottocento. Ancora oggi il San Bernardo rappresenta l’accoglienza e la solidarietà legate al passo alpino, dove durante l’estate vengono organizzate attività ed escursioni dedicate alla sua storia.

Enogastronomia

La polenta concia

La polenta concia è uno dei piatti più rappresentativi della cucina valdostana. Preparata con farina di mais, viene arricchita con abbondante burro e Fontina DOP, formaggio prodotto con latte vaccino intero. Il nome deriva dal gesto di “conciare” la polenta, ovvero insaporirla generosamente con ingredienti capaci di renderla cremosa, filante e particolarmente nutriente.

Servita molto calda, la polenta concia nasce come pietanza sostanziosa delle comunità alpine, ideale per recuperare le energie dopo il lavoro o una lunga camminata. Può essere proposta da sola oppure accompagnata da carne in umido, selvaggina o funghi. Dopo la discesa dal Colle del Gran San Bernardo, rappresenta una scelta perfetta per conoscere i sapori intensi e genuini della tradizione valdostana.

Attrazioni turistiche

Museo dell’Ospizio del Gran San Bernardo

Situato al valico, sul versante svizzero, il Museo dell’Ospizio del Gran San Bernardo racconta la storia di questo millenario punto di passaggio attraverso le Alpi. Le collezioni ripercorrono le vicende del colle dalla preistoria all’età contemporanea, soffermandosi sull’antico culto di Giove Pennino, sui pellegrinaggi e sull’opera di accoglienza svolta dai canonici.

Il percorso espositivo comprende reperti archeologici, oggetti legati alla vita dell’Ospizio e sezioni dedicate alla mineralogia, alla flora, alla fauna e al clima alpino. Una parte della visita racconta inoltre l’origine e il ruolo dei celebri cani San Bernardo. Il museo è generalmente aperto nella stagione estiva, in base all’accessibilità della strada del colle, ed è una tappa ideale prima di iniziare il cammino.

Attività outdoor

Ciclotour del Gran San Bernardo

La salita in bicicletta verso il Colle del Gran San Bernardo è una delle esperienze outdoor più panoramiche della zona. L’itinerario parte dal fondovalle di Aosta e risale gradualmente attraversando Gignod, Étroubles, Saint-Oyen e Saint-Rhémy-en-Bosses. Tornante dopo tornante, il paesaggio cambia volto, passando dai borghi e dai boschi ai pascoli e agli ambienti rocciosi d’alta quota.

Il percorso presenta una lunghezza e un dislivello considerevoli ed è quindi indicato per ciclisti allenati. Una bicicletta elettrica può renderlo più accessibile, senza eliminare del tutto l’impegno richiesto. Prima della partenza è necessario controllare il meteo e l’apertura della strada del colle, generalmente percorribile soltanto nei mesi estivi. L’arrivo a 2.473 metri regala una vista spettacolare sul lago e sulle vette circostanti.

INFO POINT E SERVIZI PER LA BICICLETTA

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