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Un percorso tra boschi e paesaggi carsici, con lo sguardo sul Vallo di Diano.

La salita al Monte La Marta parte dal territorio di Polla, nel cuore del Vallo di Diano, e si sviluppa all’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. L’itinerario ad anello misura circa 7,5 chilometri, presenta un dislivello positivo di 310 metri e raggiunge una quota di circa 1.300 metri. La vetta regala un ampio panorama sul Vallo di Diano e sulle montagne circostanti, offrendo uno degli scorci più suggestivi dell’entroterra salernitano.
Il cammino prende avvio nei pressi di un abbeveratoio con acqua potabile e prosegue inizialmente attraverso un paesaggio carsico, lungo un sentiero abbastanza evidente ma privo di segnaletica CAI. Dopo aver raggiunto la cima, il percorso entra nel bosco, tra faggi, castagni e querce, prima di ricongiungersi al sentiero di ritorno. L’escursione è di difficoltà media, ma comprende alcuni tratti fuori sentiero e zone esposte: è quindi consigliabile seguire la traccia GPS ed evitare le giornate molto ventose o assolate.
INFORMAZIONI UTILI
▪️Lunghezza: 7,46Km | Altitudine: 1.303m.s.l.m. | Dislivello: 310m
▪️Partenza e arrivo: Polla – 40°31’00.9″N 15°29’57.0″E
▪️Parcheggio: Via Luigi Curto, 131, 84035 Polla SA – 40°31’04.5″N 15°30’04.0″E
CONSIGLI
▪️Controllate il meteo: il percorso presenta diversi tratti esposti ed è sconsigliato nelle giornate caratterizzate da vento forte, temporali o temperature troppo elevate.
▪️Indossate scarpe da trekking: il fondo può essere irregolare, soprattutto nei tratti carsici e durante l’attraversamento del bosco.
- ▪️Portate acqua e uno spuntino: alla partenza è presente un abbeveratoio con acqua potabile, ma è comunque consigliabile avere una scorta sufficiente per l’intera escursione.
▪️Godetevi il panorama: dalla vetta lo sguardo si apre sul Vallo di Diano e sui rilievi circostanti. Concedetevi una sosta per ammirare il paesaggio e cercare il libro di vetta.
DIFFICOLTÀ
LIVELLO: INTERMEDIO
Cosa vedere

Santuario Sant’Antonio di Polla
Il Santuario di Sant’Antonio è uno dei monumenti più rappresentativi di Polla. La chiesa e il convento francescano furono costruiti nel XVI secolo e modificati tra il Seicento e il Settecento. Circondato dal verde e affacciato sul Vallo di Diano, il complesso unisce l’austerità dell’architettura francescana alle forme rinascimentali. Gli interni, invece, mostrano una ricca impronta barocca, con stucchi, decorazioni e opere d’arte che si fondono armoniosamente con l’atmosfera raccolta del luogo.
Tra le opere custodite nel santuario spicca il Crocifisso realizzato nel 1636 da Fra Umile da Petralia, scolpito nel legno d’ulivo secondo i principi della mistica francescana. Al XVIII secolo risale invece la statua lignea di Sant’Antonio, legata alla lacrimazione riferita il 12 e 13 giugno 2010. Dopo gli accertamenti, nel 2011 un decreto vescovile definì il fenomeno “empiricamente non spiegabile”. Il panno utilizzato per raccogliere le lacrime è conservato in un reliquiario, meta di numerosi pellegrini.

Grotte di Pertosa
Le Grotte di Pertosa-Auletta, conosciute anche come Grotte dell’Angelo, costituiscono uno dei complessi carsici più importanti dei Monti Alburni. Situate a 263 metri di altitudine, si sviluppano nel sottosuolo dei territori di Pertosa, Auletta e Polla. Le cavità sono attraversate dal fiume sotterraneo Negro, alimentato dalle falde del massiccio, che rende il sito uno dei rari esempi italiani di grotta non marina navigabile. Il primo tratto della visita si compie infatti a bordo di una caratteristica imbarcazione.
Le grotte rivestono anche un notevole interesse archeologico. Le esplorazioni condotte da Paolo Carucci tra il 1896 e il 1898 portarono alla luce reperti risalenti alla media età del Bronzo, tra cui recipienti e utensili attribuiti a comunità di pastori che vivevano su palafitte. Aperto alle visite turistiche dal 1932, il complesso prosegue con un percorso pedonale tra sale, cunicoli e suggestive formazioni calcaree, modellate lentamente dall’acqua nel corso dei millenni. Lo scenario naturale ospita anche spettacoli teatrali itineranti.

Certosa di Padula
La Certosa di San Lorenzo a Padula è uno dei complessi monastici più imponenti d’Europa. Fondata nel 1306 da Tommaso II Sanseverino, fu costruita su una precedente chiesa dedicata a San Lorenzo e ampliata fino al 1779. Tra il XVI e il XVIII secolo assunse l’attuale aspetto barocco, diventando un importante centro religioso, economico e culturale del Regno di Napoli. Nel 1998 è entrata a far parte del Patrimonio mondiale dell’UNESCO insieme al Parco nazionale del Cilento e ai siti archeologici di Paestum e Velia.
La Certosa occupa circa 51.500 metri quadrati e comprende quasi 350 ambienti. Il percorso di visita attraversa la chiesa, il refettorio, la cucina, la biblioteca, le celle dei monaci e il monumentale scalone ellittico. Il cuore del complesso è il Chiostro Grande, esteso per circa 15.000 metri quadrati e considerato tra i più vasti al mondo. Alcuni locali ospitano il Museo archeologico provinciale della Lucania occidentale, con reperti provenienti dalle necropoli di Padula e Sala Consilina.












