Escursione in barca: alla scoperta delle grotte di Castro

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Un viaggio sull’acqua tra grotte millenarie e scogliere a picco sul mare

Partire dal porto di Castro Marina significa osservare da una prospettiva privilegiata uno dei tratti più affascinanti della costa adriatica salentina. L’escursione in barca si sviluppa ai piedi delle alte scogliere che circondano l’antico borgo di Castro, seguendo un litorale modellato nel corso dei millenni dall’azione del mare. Tra insenature, pareti rocciose e acque dalle sfumature turchesi, la navigazione conduce verso grotte naturali di grande interesse paesaggistico, geologico e archeologico.

Il percorso permette di ammirare dal mare la celebre Grotta Zinzulusa e altre cavità della costa, come Grotta Romanelli, Grotta Azzurra e Grotta Palombara. L’itinerario e l’eventuale ingresso negli anfratti dipendono dalle condizioni marine e dalle caratteristiche dell’imbarcazione. Non presenta particolari difficoltà, ma è consigliabile seguire le indicazioni dell’equipaggio e proteggersi dal sole. Il viaggio offre scorci difficilmente visibili da terra e racconta il profondo legame tra Castro, la roccia e il mare.

INFORMAZIONI UTILI

▪️Lunghezza: circa 4 km | Durata:

▪️Partenza e arrivo: Porto di Castro Marina – 40°00’03.6″N 18°25’33.6″E

▪️Parcheggio: Via Duca del Mare, 73030 Castro LE – 40°00’05.7″N 18°25’38.4″E

CONSIGLI

▪️Controllate le condizioni del mare: prima di partire verificate le previsioni meteorologiche e marine. In caso di vento forte o mare mosso, l’itinerario potrebbe essere modificato o l’escursione rinviata.

▪️Arrivate al porto con un po’ di anticipo: soprattutto nei mesi estivi, trovare parcheggio nei pressi del Porto di Castro Marina può richiedere più tempo del previsto.

  • ▪️Proteggetevi dal sole: portate con voi crema solare, cappello e occhiali da sole. La luce riflessa dall’acqua può rendere più intensa l’esposizione anche durante le escursioni brevi.

▪️Indossate abiti comodi: scegliete un costume o indumenti leggeri e portate un telo da mare. Una giacca antivento può essere utile nelle giornate meno calde o durante la navigazione.

▪️Seguite le indicazioni dell’equipaggio: non sporgersi dall’imbarcazione e rispettare le istruzioni del personale è fondamentale, in particolare durante l’avvicinamento alle grotte e alle pareti rocciose.

▪️Godetevi il panorama: il percorso non richiede alcuno sforzo fisico ed è adatto anche a chi desidera semplicemente rilassarsi, osservando dal mare le grotte e le scogliere di Castro.

DIFFICOLTÀ

LIVELLO: PRINIPIANTE

Cosa vedere

Basilica bizantina

La basilica bizantina di Castro custodisce una storia iniziata tra il IX e il X secolo, quando la chiesa fu costruita sui resti di un precedente edificio paleocristiano. Nel corso dei secoli la struttura perse la propria funzione religiosa e subì profonde trasformazioni. Nel Settecento venne murata e adibita a cimitero e ossario; nella prima metà dell’Ottocento fu invece parzialmente demolita per consentire l’ampliamento della piazza sulla quale oggi si affaccia la Cattedrale.

Nella seconda metà dell’Ottocento i resti della basilica furono riscoperti dall’architetto Filippo Bacile di Castiglione, che ne avviò lo studio e progettò un possibile recupero ispirandosi alla chiesa di San Pietro a Otranto. L’intervento integrale non fu realizzato, ma le murature conservano ancora preziose testimonianze della decorazione originaria. Sono visibili tracce appartenenti ad almeno tre cicli di affreschi, tra le quali si riconoscono le figure di sant’Onofrio, san Giovanni Battista e del Redentore.

Castello di Castro

Il Castello aragonese domina il centro storico di Castro e racconta la lunga vocazione difensiva della città. Il nucleo più antico risalirebbe al XII-XIII secolo e sarebbe sorto sui resti di una precedente rocca bizantina. Considerato da Carlo I d’Angiò una fortezza strategica per la protezione del Regno, nel 1480 fu gravemente danneggiato durante l’invasione ottomana successiva al saccheggio di Otranto. Nel Cinquecento la famiglia Gattinara ne promosse la ricostruzione.

La fortezza venne poi potenziata durante il dominio spagnolo su progetto dell’architetto Tiburzio Spannocchi. L’edificio presenta una pianta quadrilatera, torri angolari, bastioni e un ingresso un tempo protetto da fossato e ponte levatoio. Dopo il progressivo abbandono del Settecento, il castello è stato acquisito e restaurato dal Comune di Castro. Oggi ospita una sala convegni e il Museo archeologico Antonio Lazzari, dove sono esposti i reperti rinvenuti negli scavi del centro storico.

Grotta Zinzulusa

La Grotta Zinzulusa si apre lungo la costa tra Castro e Santa Cesarea Terme ed è una delle cavità naturali più celebri del Salento. Il nome deriva dal termine dialettale “zinzuli”, ossia stracci, richiamati dalle stalattiti che pendono dalla volta come lembi di tessuto. Citata per la prima volta nel 1793 dal vescovo Antonio Francesco del Duca, la grotta si estende per circa 260 metri ed è stata modellata nel tempo da fenomeni carsici, movimenti tettonici e infiltrazioni marine.

Il percorso interno attraversa il Corridoio delle Meraviglie, raggiunge il piccolo lago del Trabocchetto e prosegue nella grande cavità detta Cripta o Duomo, con pareti alte fino a 25 metri. Nella parte terminale si trova il Cocito, un bacino dalle acque stratificate, dolci e fredde in superficie, calde e salmastre in profondità. La Zinzulusa custodisce inoltre una biodiversità eccezionale, con rare specie acquatiche adattate all’ambiente sotterraneo, ed è per questo un sito di grande valore geologico e naturalistico.

I nostri consigli

Flora

Posidonia oceanica

La Posidonia oceanica è una pianta marina endemica del Mediterraneo, spesso scambiata per un’alga. Possiede radici, fusto e lunghe foglie nastriformi e forma sui fondali vere e proprie praterie sommerse. La sua presenza è associata ad acque limpide e ben conservate, come quelle che caratterizzano numerosi tratti della costa salentina osservabili durante la navigazione.

Le praterie di Posidonia costituiscono un habitat prezioso: producono ossigeno, offrono riparo e nutrimento a pesci, molluschi e crostacei e contribuiscono a proteggere la costa dall’erosione. Le foglie secche trasportate dalle correnti possono accumularsi lungo le rive, dove formano una barriera naturale contro le onde. Per tutelare la pianta è importante evitare ancoraggi sui fondali colonizzati.

Fauna

Il polpo

Il polpo comune, Octopus vulgaris, è uno degli abitanti più caratteristici dei fondali rocciosi del Salento. Vive tra anfratti, piccole cavità e distese di pietre, ambienti particolarmente diffusi lungo la costa di Castro. Grazie alle cellule pigmentate della pelle può cambiare rapidamente colore e mimetizzarsi con le rocce, sottraendosi alla vista dei predatori e delle sue prede.

Questo mollusco si nutre soprattutto di crostacei, molluschi e piccoli pesci, che cattura servendosi degli otto tentacoli muniti di ventose. È noto anche per la sua intelligenza e per la capacità di esplorare l’ambiente e trovare rifugio nelle cavità più strette. Durante l’escursione è difficile avvistarlo dalla barca, ma la sua presenza racconta la ricchezza biologica nascosta sotto le acque di Castro.

Enogastronomia

Frittura di paranza

La frittura di paranza è uno dei piatti che meglio raccontano la tradizione marinara di Castro e del Salento. Il nome richiama la pesca costiera praticata con la paranza e indica una preparazione composta da piccoli pesci, variabili secondo la stagione e il pescato del giorno. Triglie, merluzzetti, alici e altri pesci di piccola taglia vengono puliti, leggermente infarinati e immersi nell’olio bollente.

Il risultato è una frittura dorata e croccante, da gustare appena preparata con un pizzico di sale e qualche goccia di limone, secondo il gusto personale. Nata come pietanza semplice della cucina dei pescatori, valorizza anche gli esemplari meno richiesti dal mercato, senza alterarne eccessivamente il sapore. Dopo l’escursione in barca, assaggiarla significa ritrovare a tavola profumi e sapori del mare appena attraversato.

Attrazioni turistiche

MAR – Museo Archeologico di Castro

Ospitato all’interno del Castello aragonese, il MAR – Museo Archeologico di Castro è intitolato al geologo Antonio Lazzari. Il percorso riunisce reperti lapidei, ceramici e bronzei provenienti esclusivamente dal territorio comunale. I materiali rinvenuti nelle grotte Romanelli e Zinzulusa documentano le frequentazioni umane più antiche, mentre le altre sezioni conducono dall’Età del Bronzo al Medioevo.

Il nucleo principale del museo è dedicato al santuario di Atena e alla Castro messapica, identificata con la Castrum Minervae ricordata dalle fonti antiche. Tra i reperti più importanti figurano la statua in pietra calcarea di Atena, alta più di tre metri, e un bronzetto del IV secolo a.C. La visita permette così di approfondire la storia del borgo e il legame tra il porto di Castro e il viaggio di Enea narrato nell’Eneide.

Attività outdoor

Snorkeling

Lo snorkeling è una delle attività outdoor più adatte per completare l’escursione in barca lungo la costa di Castro. Muniti di maschera, boccaglio e pinne, è possibile osservare i fondali rocciosi, le piccole cavità sommerse e le numerose forme di vita che popolano le acque salentine. Alcuni tour prevedono soste per il bagno in calette riparate e punti raggiungibili più facilmente dal mare.

L’attività non richiede una preparazione specialistica, ma è necessario saper nuotare e rispettare le indicazioni dell’equipaggio. È consigliabile non allontanarsi dall’imbarcazione, evitare di toccare rocce e organismi marini e utilizzare una crema solare rispettosa dell’ambiente. Visibilità e possibilità di entrare in acqua dipendono dalle condizioni meteorologiche e marine della giornata.